E’ morto Gilberto Benetton, la tragedia del ponte di Genova uccide anche lui

dalla Redazione
Economia

È morto a 77 anni e dopo una lunga malattia Gilberto Benetton, fondatore insieme ai fratelli Luciano, Giuliana e Carlo dell’omonimo gruppo. Era ritenuto la mente “finanziaria” della famiglia trevigiana, e l’esponente più direttamente coinvolto nelle sorti di Autostrade per l’Italia, la concessionaria che ha in gestione una manutenzione della rete rivelatasi a dir poco poco inefficace. Molti gli incidenti sui quali pende l’accusa di una precisa responsabilità per la carenza di manutenzione. Tra questi, il drammatico schianto del 29 luglio 2013, quando un pulman finiva giù dal viadotto Acqualonga senza essere respinto da guardrail teoricamente progettato per resistere a un tali urto. Poi era stata la morte del fratello Carlo, stroncato da una malattia lo scorso 10 luglio, a provare emotivamente l’imprenditore, sul quale erano piovute moltissime critiche solo un mese dopo, per il disastro del ponte Morandi a Genova, con 43 vittime. Anche qui il principale indiaziato del dramma è la manutenzione fatta a risparmio, a fronte dei grossi dividendi distribuiti dal concessionario agli azionisti, tra cui Benetton. Tutti episodi che hanno imbarazzato non poco la famiglia e lo stesso Gilberto, accusata di insensibilità per i comunicati successivi al disastro, incentrati solo sul business e privi di tatto per le vittime. Un comportamento diventato quasi sfida per via di una festa di famiglia a poche ore dal crollo. Fatti che hanno alzato una cortina di indignazione sui Benetton e probabilmente provato ancora di più il fisico di Gilberto.