Ecco chi intasca le multe dell’Antitrust. All’esame del Parlamento un tesoretto da 20 milioni destinato al Mise e alle Regioni per tutelare i consumatori

di Caris Vanghetti
Cronaca

Una torta da 20 milioni. Custodita nei forzieri del ministero del Tesoro, provenienti dalle multe comminante dall’Autorità Antitrust guidata da Roberto Rustichelli, sta per essere riversata al ministero dello Sviluppo economico per finanziare iniziative a favore dei consumatori. Prima di staccare l’assegno però, le Commissioni attività produttive di Camera e Senato si dovranno esaminare lo schema di decreto Mise per l’anno 2018 alle quali è richiesto di approvare la ripartizione formulata dai tecnici del ministro di Luigi Di Maio. A fare la parte del leone con 10 milioni complessivi saranno le Regioni, alle quali spetta il compito di realizzare iniziative a supporto di consumatori e utenti.

La ripartizione delle risorse tra gli enti locali avviene per lo 0,87 in base alla popolazione residente e per il restante 0,13 in misura uguale tra tutte le regioni. La più avvantaggiata da questa meccanismo di distribuzione dei denari sarà la Lombardia con 1,513 milioni, mentre la meno remunerata sarà la Valle D’Aosta alla quale sono destinati 87mila euro. Al secondo posto dei soggetti beneficiati da questi fondi c’è proprio il ministero dello Sviluppo economico al quale andranno 5,5 milioni per attività a tutela degli utenti poste in essere dal dicastero guidato da Di Maio per quanto riguarda il commercio elettronico, il credito al consumo, le garanzie nella vendita dei beni di consumo, le clausole abusive nei contratti stipulati dai consumatori e i servizi turistici.

Questi soldi dovranno essere impiegati per il rafforzamento delle procedure di conciliazione stragiudiziale in materia di consumi, anche attraverso la risoluzione delle controversie online, oltre che per promuovere la divulgazione dei diritti dei consumatori. Al terzo posto tra le iniziative che saranno finanziate con i proventi delle multe dell’Antitrust ci sono le attività volte alla restituzione parziale in favore dei beneficiari di somme versate per le cosiddette polizze dormienti. Cioè coloro che per effetto della legge Finanziaria del 2006 si sono visti cancellare le polizze vita stipulate per non aver chiesto il rimborso entro 10 anni dal momento del verificarsi delle evento che avrebbe dovuto dar vita al pagamento da parte della società di assicurazioni.

Al quarto ed ultimo posto delle iniziative finanziate con questi fondi, per un importo pari a un milione di euro, ci sono le attività volte a promuovere l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale dei cittadini. Tali progetti saranno attuati attraverso la stipula di convenzioni con il ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’Antitrust, l’Ivass, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, la Consap e la Banca d’Italia.