Ecco “Dolcetto”, l’ananas bio che sostiene 1.200 agricoltori in Togo. Il progetto di cooperazione che piace anche a Salvini realizzato da Confcooperative e Federcasse con l’aiuto di sei banche

dalla Redazione
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“Nel 1998 si contavano 20 milioni di emigranti che sono diventati 37 milioni nel 2016. Il Mediterraneo è il passaggio obbligato e l’Italia è in prima linea nella quasi totale latitanza dell’Ue”. E’ quanto ha detto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, incontrando il vicepremier Matteo Salvini nel corso del seminario “Seminiamo il futuro dell’Africa: il ruolo della cooperazione”. Il ministro dell’Interno ha evidenziato, invece, come sia “opportuno esaltare quanto c’è di buono nella cooperazione e colpire quei pochi esempi che ne macchiano l’immagine”.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il progetto “Dolcetto” di cooperazione allo sviluppo per il Togo realizzato da Coopermondo, la Ong costituita da Confcooperative e Federcasse. Un gruppo di sei Banche di Credito Cooperativo (Bcc del Garda, Banca Cras Sovicille, Banca del Veneziano, Bcc di Roma, Cr di Treviglio, Emilbanca) ha erogato un finanziamento da 2 milioni di euro a due istituti locali di micro finanza che a loro volta sostengono lo sviluppo di cooperative agricole nel paese.

È cosi che attraverso formazione, assistenza tecnica e microcrediti erogati a istituzioni di microfinanza locali, Coopermondo ha accompagnato la creazione di oltre 150 cooperative. Tra queste c’è Cpjppab che riunisce 1018 giovani agricoltori, di cui un terzo donne, che coltivano 500 ettari di ananas biologico di varietà pan di zucchero, chiamato “Dolcetto”, commercializzato in Italia con il marchio Alce nero grazie a Brio e alla cooperativa Agrintesa.

La vendita in Italia ammonta a 50 tonnellate per sei mesi. È così che i produttori agricoli del Togo che coltivano ananas biologici sono riusciti a organizzarsi in cooperativa per commercializzare al meglio il loro prodotto in un paese dove il reddito medio è di appena 310 dollari, il 32,3% vive sotto la soglia di povertà, il 35% del PIL arriva dall’agricoltura che occupa il 75% della popolazione attiva.