85 euro agli statali. Quattrini per tutti dalle urne

di Gaetano Pedullà

Miracoli del referendum. Da sette anni lo Stato non ha una lira per aumentare lo stipendio dei suoi dipendenti e ora – guarda caso a quattro giorni dal voto – spuntano 85 euro (di media) per tutti. A pensar male si fa peccato, ma il sapore elettorale dell’accordo raggiunto ieri con i sindacati è fortissimo, così come è fin troppo facile fare un parallelo con gli 80 euro di sgravi Irpef che fecero la fortuna del Pd alle ultime europee. Di gran lunga più inquietante è però il via libera dei confederali, a partire dalla Cgil schierata apertamente contro la riforma costituzionale. Di certo per la Camusso non sarà facile spiegare ai suoi iscritti chiamati a votare No al referendum perché si è fatto un regalo al Governo accettando 85 euro giudicati in passato insufficienti. L’aria che tira è quella degli accordi sottobanco e questo fa tutt’altro che bene alla chiarezza di una partita politica dove persino la Costituzione rischia di essere utilizzata come merce di scambio. Ben per gli statali, quindi, che vedranno finalmente qualche soldo. Ma per quest’intesa in zona Cesarini non c’è altro su cui gioire.

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