Alle urne come peggio non si può

di Gaetano Pedullà

L’ultimo capitolo della legge elettorale non poteva che chiudersi così: proteste in Aula al Senato, proteste in piazza, disgusto persino da parte di molti senatori che oggi chiuderanno la partita, mettendoci nelle condizioni di andare tra qualche mese a votare. Non illudiamoci su altri tipi di finali: saltato l’improbabile tentativo di accordo tra Renzi, Grillo e Berlusconi, si fosse anche scritta la migliore riforma del mondo, la battaglia era inevitabile. E questa legge è tutt’altro che la migliore del mondo. L’imposizione con la doppia Fiducia in entrambi i rami del Parlamento e il meccanismo di sostanziale nomina per gran parte dei prossimi eletti nelle due Camere, sono però imperdonabili. E al di là di quello che probabilmente un giorno dirà la Consulta, magari facendo fare al Rosatellum la stessa fine del Porcellum, si è dato uno schiaffo senza precedenti non solo ai deputati e senatori messi all’angolo, ma soprattutto a noi cittadini, privati ancora una volta della possibilità di eleggere chi vogliamo e non chi vogliono le segreterie di partito. In questo quadro si è fatto sentire l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha evocato forti pressioni su Gentiloni. Ora Napolitano non è chiaro se ha ben presente di non essere più sul Colle, ma da senatore a vita, vincolato all’obbligo di fedeltà alle istituzioni e al popolo italiano, in questo modo ha messo un’ipoteca sulla firma di Mattarella. Ipoteca che ora può cancellare solo chiarendo di che pressioni si è trattato, chi le ha esercitate e con quali argomenti.

 

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Più rispetto per sperare nel Colle

L’apparente garbo istituzionale per cui Luigi Di Maio ha ritenuto di informare il Presidente della Repubblica sui nomi dei ministri di un ipotetico Governo M5S in realtà è l’ennesima prova di un imbarbarimento della politica arrivato alla guerriglia in piazza di questi giorni. Poiché non bisogna essere fini costituzionalisti per sapere che i ministri vanno…

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Come si dice in arabo gratitudine?

Una grande riconoscenza comporta molta delicatezza, scriveva alla fine del Seicento Jean de La Bruyère, un moralista francese di cui il sindaco di Olbia Settimo Nizzi evidentemente non conosce gli aforismi. L’idea di intitolare una scuola elementare della sua città alla madre dell’Emiro del Qatar, Al Thani, sta facendo passare gli olbiesi per ingrati e…

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

Se la prima inchiesta giornalistica in Italia con un agente provocatore tira fuori l’immondizia che stiamo vedendo a Napoli, c’è da pensare che con lo stesso meccanismo consentito ai magistrati viene giù il mondo. Ammetterlo è triste quanto le immagini che inchiodano politici, amministratori pubblici e faccendieri ripresi dalle telecamere nascoste di Fanpage.it mentre si…

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Un piano B alla Rai per Parisi

Nell’intervista di ieri al Corsera il candidato del Centrodestra Stefano Parisi non ha mostrato dubbi: l’avversario da battere per la presidenza della Regione Lazio è solo l’uscente Nicola Zingaretti; Pirozzi non si sa chi rappresenti e la Cinque Stelle Lombardi senza i voti degli elettori moderati non avrà il successo della Raggi. Ben per lui…

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L’illusione dei candidati perfetti

Ma come li hanno scelti i candidati alle elezioni? Solo per la loro dabbenaggine i Cinque Stelle dovrebbero farsi qualche domanda in più su regole interne e capacità di selezionare una classe dirigente in grado di governare. Il caos delle Parlamentarie era apparso subito chiaro, ma da Di Maio in giù era stata promessa una…

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L’Italia paga l’autobus ai tedeschi

La ricetta tedesca contro l’inquinamento può farci sentire idioti per non averci pensato prima: i mezzi pubblici gratis sono un bell’incentivo a mollare l’automobile. Ma risolvere certi problemi è facile quando il conto lo pagano altri. Serve una prova? I teutonici in appena trent’anni hanno fatto quello che l’Italia è ancora lontana dal realizzare dopo…

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Se l’onestà diventa un autogol

Molti elettori (non solo Cinque Stelle) neppure sanno chi era Pietro Nenni, lo storico leader socialista che certificò in modo lapidario come facendo a gara per chi è più puro, è facile che salti fuori qualcuno ancora più puro che ti epura. Un rischio che il Movimento fondato da Grillo corre deliberatamente sin dalla nascita,…

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Toghe sporche e depistaggi. Siamo una Repubblica fondata sull’intrigo

Nel nuovo terremoto giudiziario tra Roma e Messina, come nella vicenda Consip, non si capisce da che parte stanno anche i piani più alti dello Stato. Siamo diventati una Repubblica fondata sull’intrigo? A quanto pare sì. L’inchiesta che scoperchia un sistema di potere capace di pilotare affari per centinaia di milioni, provando persino ad aggiustare…

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Wall Street ci sta avvisando

La ricreazione sta finendo. E la caduta secca di Wall Street, solo ieri andata giù di sei punti, ci avvisa che dobbiamo prepararci a tempi duri. Insieme alla crescita economica, gli Stati Uniti hanno visto salire gli stipendi e con questi anche i prezzi dei beni di consumo e l’inflazione. La conseguenza è che la…

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L’Italia delle riforme impossibili

Fare le riforme in Italia non è difficile, come dice il ministro Franceschini. È impossibile. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire, a meno di voler considerare riforme quei brodini annacquati che ci propinano da anni, spesso spacciati per grandi cene gourmet, come nel caso del Jobs Act, giusto per citare il fiore…

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