Assurdo pagare il web due volte

di Gaetano Pedullà

La partita è stata dura ed è finita con l’Enel che ha battuto Telecom sei a zero. Sei sono i miliardi in palio per dotare il Paese della banda ultra larga che porterà internet veloce nelle nostre case. Il risultato però non inganni: Enel (che notoriamente si occupa di energia) batte in trasferta Telecom (che invece è il primo player nazionale nei servizi web) solo grazie a un arbitro “cornuto”. Indebitate come sono, Enel e Telecom stravedevano per quei sei miliardi stanziati dallo Stato. Mentre Enel però è in mano a manager renziani, Telecom ha oggi come azionista di riferimento il finanziere bretone Bollorè. In un mercato aperto i due concorrenti avrebbero corso perlomeno ad armi pari, e Telecom avrebbe fatto valere le sue competenze nel settore delle Tlc.

Invece Palazzo Chigi ha deciso, attraverso una serie di azioni che passano dalla Cassa Depositi e Prestiti e la strategia Metroweb, di far vincere Enel. Ed Enel ha vinto. Agli italiani che certo non si stracciano le vesti per nessuno dei due ex monopolisti, il dirigismo di Palazzo Chigi può interessare poco, a patto che i nuovi servizi foraggiati con sei miliardi pubblici non si paghino. Quello che invece rischia di accadere.

 

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