Bancarotta dell’orgoglio nazionale

di Gaetano Pedullà

Un Paese colonizzato. La nomina del francese Mustier alla guida di Unicredit è l’emblema di quanto il sistema Italia sia bollito. Tra gli interessi di bottega dei soci e l’assordante silenzio di un Governo che non si pone il problema di chi gestirà il credito per milioni di cittadini, la cassa passa a un signore che non parla bene neppure la nostra lingua. In un momento in cui il credito è vitale per tenere in piedi quel po’ di economia che ancora funziona, una banca dovrebbe prima di ogni cosa parlare con i clienti, capirli, ascoltarli. Mica facile se al timone ci finisce chi non capisce nemmeno la lingua. Argomento che non ha impedito la stessa scelta alle Generali. Eppure è così ovvio che questi manager dovendo scegliersi i loro avvocati, consulenti e, soprattutto, i loro veri interessi, tra Parigi e l’Italietta che pure li strapaga non avranno dubbi. Per questo, senza condizionare il mercato, il Governo di uno Stato in difficoltà come il nostro avrebbe dovuto pretendere qualche assicurazione. Cosa che non è avvenuta. Il solito campo libero per i poteri forti. Di qualunque bandiera. Tranne poi ricordarsi della banca di sistema serve quando c’è da tamponare i disastri.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Lo spread della nostra dignità

La Manovra è a un passo dal via libera dell’Europa, il Parlamento ha varato definitivamente la legge anticorruzione, a Genova è tutto pronto per ricostruire il ponte. Dopo aver letto un giorno sì e l’altro pure che Cinque Stelle e Lega stavano per rompere e il Governo per cadere, qualcosa non torna. Persino ieri mattina,…

Continua

Un Paese senza patrioti

In politica i colpi bassi sono la regola, ma quando c’è di mezzo un grave pericolo per il Paese tutti dovrebbero far quadrato, rinviando a un momento più opportuno le legittime divergenze di interessi e di opinione. Ricordiamo, solo per fare un esempio, come reagirono gli Usa agli attentati dell’11 settembre. Democratici e Repubblicani si…

Continua

Grandi opere, un’analisi tra lealtà e benefici

Nel Paese dove la burocrazia può metterci anni solo per spostare una pratica da un tavolo a un altro, in queste ore c’è chi protesta perché il Governo si è preso pochi mesi per decidere se proseguire o no alcune costosissime opere. Così è stato per il Tap, il gasdotto sottomarino che arriverà in Puglia,…

Continua

L’Europa e i conti senza cuore

Va bene: come ci hanno abbondantemente illustrato diversi giornali, il paragone tra i conti di Italia e Francia non regge, e dunque è giusto che Roma messa molto peggio di Parigi strozzi le famiglie e quel poco di economia che resiste, mentre Macron potrà fare il doppio del nostro deficit per non farsi cacciare dall’Eliseo…

Continua

Non basta la resa di Macron

La capitolazione di Emmanuel Macron è completa, eppure del tutto insufficiente come fino a oggi ha dimostrato di essere il presidente francese. Rispondere ai gilet gialli ammettendo che nel Paese c’è un disagio profondo, e di conseguenza aumentando i salari di cento euro, non solo non servirà a niente ma è molto probabile che sarà…

Continua

Ecotassa sulla povertà. Il bonus sulle berline elettriche? Non può pagarlo chi ha l’utilitaria

Chi non vuole un mondo più pulito, dove l’energia non inquina e il progresso non è nemico della salute? Impegnarci per raggiungere questo scopo non è una prerogativa dei nostri non numerosi ambientalisti, ma di tutti noi attraverso azioni coerenti e virtuose. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti all’utilizzo responsabile dell’acqua e del riscaldamento, non siamo…

Continua

Cambiare nella Sanità per curarla

Il professore Silvio Garattini, uno scienziato straordinario, ieri ha fatto una scoperta. Nei soli quindici anni passati nel Consiglio Superiore di Sanità – ci ha informato – non era mai successo che il ministro competente ne cambiasse tutti insieme i componenti. Insomma, chi entrava in questo prestigioso organismo, per quanto puramente consultivo, ci restava per…

Continua

Fango su Di Maio, una verità a sprezzo del ridicolo

Avevamo un delinquente seriale sotto al naso e ce lo stavamo facendo scappare. Il papà di Luigi Di Maio, e per osmosi ovviamente il figlio, sono i responsabili della piaga del lavoro nero al Sud e mentre ci siamo anche alle altre latitudini. Ma non è finita qui: il figlio ha un conflitto d’interessi che…

Continua

Il Governo durerà. Ecco perché

Alzi la mano chi è sfuggito in questi giorni ad almeno una discussione sulla tenuta traballante del Governo. I più accorti assicurano che lo show down arriverà alle europee, ma non mancano gli spericolati pronti a scommettere che a Palazzo Chigi la Troika fa sbaraccare prima, grazie alla miracolosa comparsa di moltitudini di parlamentari responsabili.…

Continua

Bruxelles ci ha tirato un osso

Il Governo ha promesso che non si attaccherà a qualche decimale in più di deficit, aprendo al diktat di Bruxelles sui conti, e il mercato ci ha tirato subito un osso, facendo riscendere un po’ lo spread, mentre gli investitori si ricoprivano in Borsa, soprattutto sui titoli bancari, riportando per qualche ora l’euforia a Piazza…

Continua