Bancarotta dell’orgoglio nazionale

di Gaetano Pedullà

Un Paese colonizzato. La nomina del francese Mustier alla guida di Unicredit è l’emblema di quanto il sistema Italia sia bollito. Tra gli interessi di bottega dei soci e l’assordante silenzio di un Governo che non si pone il problema di chi gestirà il credito per milioni di cittadini, la cassa passa a un signore che non parla bene neppure la nostra lingua. In un momento in cui il credito è vitale per tenere in piedi quel po’ di economia che ancora funziona, una banca dovrebbe prima di ogni cosa parlare con i clienti, capirli, ascoltarli. Mica facile se al timone ci finisce chi non capisce nemmeno la lingua. Argomento che non ha impedito la stessa scelta alle Generali. Eppure è così ovvio che questi manager dovendo scegliersi i loro avvocati, consulenti e, soprattutto, i loro veri interessi, tra Parigi e l’Italietta che pure li strapaga non avranno dubbi. Per questo, senza condizionare il mercato, il Governo di uno Stato in difficoltà come il nostro avrebbe dovuto pretendere qualche assicurazione. Cosa che non è avvenuta. Il solito campo libero per i poteri forti. Di qualunque bandiera. Tranne poi ricordarsi della banca di sistema serve quando c’è da tamponare i disastri.

 

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Liberalizzare il lavoro per davvero

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Candidati senza programmi

Le sparate di Salvini, le finte primarie di Di Maio, il redivivo Berlusconi e il rimpianto di Renzi per il governo perduto. Persino la politica di queste settimane, in rampa di lancio per le prossime elezioni, emoziona come vedere una partita di calcio tra squadre di pipponi. Il motivo, che sfugge a leader troppo presi…

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Candidati e ipocrisie a 5 stelle

Ci voleva la provocazione di Saviano per dare un’emozione alla scelta spintanea di Luigi Di Maio candidato premier dei Cinque Stelle. Ci fosse ancora qualche puro che non l’avesse capito, nel Movimento uno vale uno, nel senso di uno in una scala che però evidentemente sale fino a mille, dove in cima ci sono solo…

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La Lega non derubi due volte

Senza soldi non si canta messa, figuriamoci se si fa politica. Matteo Salvini ha molto chiaro che il blocco dei fondi pubblici assegnati alla Lega azzoppa la sua corsa prima ancora dello start per le politiche. Il punto è che quei soldi sono in parte il frutto di un reato, benché certamente non commesso dall’attuale…

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Non ci sono i leader di una volta

È incredibile come in un’epoca di grida e risse su tutto le parole più incendiarie possano essere pronunciate con la pacatezza di un signore come Graziano Delrio. Il suo partito, il Pd, aveva deciso di fare dello Ius Soli una bandiera. Renzi si è speso in lungo e largo per spiegare che riconoscere gli stessi…

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Odiatori di professione sui migranti

Se io fossi… se io fossi un migrante che dall’Africa è arrivato in Europa per dare una speranza a una vita disperata, ringraziando il mare per ogni onda che non mi ha fatto naufragare… Se io fossi un bambino nero o giallo diventato uomo in una culla di bellezza come l’Italia… Se io fossi una…

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I veri numeri sul lavoro sono negativi

Come darla vinta al diavolo e all’acqua santa. Gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione sono un capolavoro di diplomazia comunicativa. Le persone che non trovano un impiego aumentano, in controtendenza con l’Europa. Però se si conta chi ha un posto, ecco che saliamo ai livelli del 2008, prima della grande crisi. Chi fornisce questi numeri meriterebbe…

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Sui migranti c’è un torneo dei cretini

Se un cretino si prende la scena dicendo la più stupida delle fesserie, in Italia non solo si corre tutti dietro alla fesseria, ma un attimo dopo ecco che arriva un cretino più grande che migliora la prestazione e apre il campionato di chi la spara più grossa. Il caso del momento è quello del…

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Il Meeting e la fede così confusa

Non c’è più religione. E se a certificarlo è niente di meno che il Meeting di Comunione e Liberazione c’è da crederci. Riassumiamo per chi aveva di meglio da fare e si è perso le puntate precedenti. Alla passerella del movimento che ogni estate fa da barometro del potere nel nostro Paese è passato due…

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La guerra dei migranti per la casa

Scappano dalla guerra a casa loro e vengono a farla qua da noi per avere a sbafo un appartamento. Detta così – e il solito becerume populista che campa sull’odio per gli immigrati ieri sui social network ha detto ben di peggio – la rivolta di ieri a Roma è intollerabile. Le cose però non…

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