Bruxelles. Il golpe del potere

di Gaetano Pedullà

Neanche il tempo di leggerlo e già lo bocciano. Che fenomeni che sono questi tecnocrati di Bruxelles. Dombrovskis e Moscovici da giorni bombardano il nostro Governo per il Documento di economia e finanza che sfora di appena lo 0,8% i vincoli sul deficit. Dunque non c’è da stupirsi che ieri abbiano stroncato l’architrave della Manovra, gettando altra pericolosa benzina sul fuoco che si sta espandendo non solo sui mercati. Come scriviamo da giorni, la posta in gioco non è solo economica e sul destino della prossima finanziaria si gioca una buona fetta del futuro dell’Europa. Se la Manovra delle forze populiste farà esplodere lo spread e salterà, la tradizionali famiglie politiche europee (Socialisti, Ppe, ecc.) avranno un ottimo argomento per presentarsi alle prossime elezioni per il Parlamento di Strasburgo e dimostrare che senza di loro c’è solo il baratro. Per questo qualunque cosa scrivano dalla Commissione c’è solo da prendere atto che siamo in una sorta di golpe di un potere arrivato al capolinea, a scapito dei Paesi che costituiscono l’Unione, dei loro governi legittimamente eletti e dei loro cittadini. Una situazione sulla quale o si scende a patti, attaccando l’asino dove vuole il padrone, come propone Romano Prodi, personaggio che conosce bene la Commissione per esserne stato presidente, oppure scardinando un meccanismo che comunque vada prima o poi ci strozzerà, dopo averci tenuto poveri prigionieri con il solito alibi del nostro debito pubblico.

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