Camere senza vista sulle élite

di Gaetano Pedullà

I Cinque Stelle hanno dovuto cambiare pelle per aprire le liste ai candidati nella cosiddetta società civile e al mondo delle professioni. Uno sforzo che porterà in Parlamento un po’ di competenza oltre alla fedeltà assoluta imposta dai capibastone di tutti gli altri partiti. Perché diciamola tutta: la selezione della classe politica alla quale abbiamo appena assistito è il più grande spot di sempre al leccaculismo italico. Alla faccia della rottamazione promessa da Renzi, nelle fila del Pd non c’è un solo giovane in corsa con qualche possibilità, mentre i notabili si sono tutelati con paracadute e trasferte da un angolo all’altro del Paese. Nel Centrodestra la musica non cambia e soprattutto in Forza Italia è stridente la rarità di grandi docenti universitari e tecnici, lasciati in panchina per far posto alla grande cerchia di Arcore. Senza i Frattini, Masi, Valducci, Catricalà, giusto per citarne alcuni, sarà interessante vedere chi farà decollare le commissioni parlamentari o i ministeri economici semmai la coalizione del Cavaliere andrà al governo del Paese. Il passo indietro fatto dai leader delle associazioni d’impresa e grandi manager – un tempo pazientemente in fila per entrare a far parte della casta di deputati e senatori che precedentemente in silenzio magari disprezzavano – fa pensare a una perdita di stima delle élite verso le nostre Camere, dove entra chi bacia meglio la pantofola giusta. E se il segnale che arriva dalle massime istituzioni è questa non meravigliamoci nel vedere la deriva in cui andiamo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Alla politica servono certi barbari

Li chiamano populisti, rozzi, nuovi barbari. E in effetti M5S e Lega non sono il prototipo di quel politicamente coretto che piace agli establishment. Poi però alla prova della democrazia questi parvenu sono più rispettosi dei loro impeccabili predecessori, così affamati di poltrone da mettere voce in capitolo pure su quelle che sono prerogativa delle…

Continua

Tra i grandi del mondo non ci siamo

Trump e Putin si siedono a tavolino e decidono le sorti del mondo. Certo, il vertice di Helsinki non è Yalta, ma i due non soffrono di sensi di inferiorità rispetto a Napoleone e Carlo Magno, figuriamoci per Roosvelt e Stalin. Quello che ha dell’incredibile è però che possono farlo, spartendosi ciò che gli pare…

Continua

La retorica bugiarda del Paese che non cambia

Il Governo Conte non ha fatto ancora niente, siamo solo agli annunci, i fatti concreti non si vedono. La retorica delle opposizioni all’Esecutivo di M5S e Lega ci sta bombardando con queste parole d’ordine. Ma le cose stanno veramente così? Sfogliamo insieme questo giornale, e non c’è una sola pagina senza prove concrete di un…

Continua

Unione (alcolisti) Europea

L’Europa guidata da un ubriaco. Se qualcuno non avesse capito perché andiamo sempre a sbattere, si guardi le immagini del vertice di ieri tra i Paesi della Nato. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è presentato talmente fuori controllo da non stare neppure in piedi. Una fotografia tragica per le condizioni di quest’uomo…

Continua

Una nuova lezione dalle urne

Non solo un Pd ai minimi storici e così tramortito da non riuscire a darsi una nuova leadership. Nell’eredità del renzismo c’è il tracollo della Sinistra a ogni latitudine della società italiana, come dimostra anche il tracollo al Csm di quelle che una volta si sarebbero chiamate toghe rosse. La stragrande vittoria di un magistrato…

Continua

Democrazia in deficit nelle banche

A sentire l’Abi, l’associazione delle banche di casa nostra, con l’avanzata del nazionalismo l’Italia può finire in bancarotta come l’Argentina. Certo, il mago Otelma sarebbe stato più capace di prevedere il crollo delle Popolari o del Monte dei Paschi, ma il campanello d’allarme suonato dai banchieri non va comunque sottovalutato, anche perché l’avvertimento segue a…

Continua

Il Colle parli dei soldi della Lega

Hanno parlato di migranti e Libia. Forse anche del caldo che fa. Ma di magistratura neppure un cen- no. Così ci dice il Viminale e il Quirinale non lo smentisce. Dunque perché non crederci anche se il partito di Salvini ha quel problemuccio dei 49 milioni di euro sequestrati per i finanziamenti pubblici spariti ai…

Continua

Una svolta per politici e giudici

Il sottosegretario alla Giustizia Morrone (Lega) ieri sera ha chiarito: quando si è augurato che la magistratura si liberi delle correnti, e soprattutto di quelle della Sinistra, non voleva dire quello che ha detto. Al ministro Bonafede la giustificazione è bastata e dunque tutto bene madama la marchesa! La luna di miele tra politica e…

Continua

Sacrificare la stampa è un errore

Chi segue questo giornale da oltre cinque anni sa bene quanto malaffare abbiamo scoperchiato, denunciando una montagna di abusi anche nella pubblica amministrazione. Per poterlo fare liberamente non abbiamo voluto alle spalle editori impuri, cioè soggetti economici che hanno i loro business principali in settori diversi dalla pubblicazione dei quotidiani, e a scanso di equivoci…

Continua

L’ultima Ong con Boeri al comando

Il presidente dell’Inps Tito Boeri non c’entra nulla con i trafficanti che campano grazie ad immigrati e accoglienza. Dal suo osservatorio ripete da sempre che l’Italia deve dire grazie ai migranti, perché da loro l’Istituto di previdenza incassa un mucchio di contributi e con questi paga a tutti le pensioni. Ma Boeri non è certo…

Continua