Centrodestra, una fine spaventosa

di Gaetano Pedullà

Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine. Deve aver pensato anche questo Giorgia Meloni, da oggi probabilmente in corsa per il Campidoglio, assumendosi un gigantesco rischio politico. Se non diventerà sindaco, avrà dirottato se stessa e il suo partito verso una sconfitta che poteva avere ben altri responsabili. Andare avanti con la parodia della coalizione di Centrodestra significava però continuare a ingannare gli elettori di quell’area politica. Le radici che uniscono Berlusconi, Salvini e Meloni sono aride da tempo, tagliate da una contraddizione di fondo: non si può essere opposizione la mattina e Patto del Nazareno alla sera. Perché il Patto del Nazareno è vivo come non mai, occultato da parlamentari sedicenti transfughi e da un ostruzionismo parlamentare da barzelletta. Senza contare che solo un’opposizione al Governo più finta di una moneta da tre euro poteva scodellare dei candidati sindaci talmente fragili da Milano a Roma. Una partita giocata per perdere, insomma, regalando a Renzi – col trionfo elettorale – la possibilità di chiudere una volta per tutte le fastidiose questioni interne al suo Pd.

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