Che banali gli odiatori di Rodotà

di Gaetano Pedullà

La morte di questo “marimbarza”, scritto così alla romana. C’è anche questo messaggio sulla pagina Facebook della Notizia, dove i lettori si sfogano e ne dicono di tutti i colori, anche su questo giornale. Lo spazio delle idee è sacro e ci prendiamo i nostri insulti, talvolta pure meritatamente. Lo sfregio a Stefano Rodotà però non ci piace proprio, e prendo al balzo la palla lanciata dal nostro lettore perché oggi su diversi giornali sarà un tiro al bersaglio contro questo costituzionalista amato più a sinistra che a destra. Una lettura sempliciotta, in linea con una politica banale, con l’encefalogramma diventato piatto a furia di venderci slogan per cerebrolesi. Per chi ha avuto modo di confrontarsi con Rodotà è invece impossibile non riconoscere l’onestà intellettuale di uno studioso che fu Radicale, parlamentare comunista e presidente del Partito democratico della sinistra, ma anche candidato a Presidente della Repubblica dai Cinque Stelle. Una trasversalità – che non c’entra nulla col trasformismo – al servizio della sua idea di giustizia e rispetto della Costituzione. Concetti che certi fessi di destra non capiscono o fanno finta di non capire.

 

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Da Bruno Caccia alla Lucarelli, la tortura della giustizia lumaca

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La povertà e le riforme mancate

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Il riscatto del gaffeur Juncker

Se c’è al mondo un personaggio politico che non dovrebbe mai evocare il senso del ridicolo questo è Jean-Claude Juncker. Gaffeur professionista, non raro ad alzare il gomito, mise la faccia e il nome su un piano di 300 miliardi di euro per uscire dall’austerità. Abbiamo visto quanto poco è servito, ma per ora resiste…

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