Che errore derubricare il terrore

di Gaetano Pedullà

L’attentato a Londra ci riporta alla tragica realtà del terrorismo. I tablet vietati sugli aerei o i militari sempre più visibili in strada, anche nelle nostre città, sembrano precauzioni contro eventualità lontane che invece lontane non sono. L’innegabile arretramento dell’Isis, l’autoproclamato Stato islamico nemico dell’Occidente, non deve illuderci. Anzi. Sconfitta sul suo territorio, la jihad non ha altra via che esportare l’orrore. E la tattica delle cellule dormienti, scollegate tra loro per non essere intercettate a catena dai servizi di intelligence, è ormai collaudata e vincente. Perciò siamo dentro fino al collo a una tragedia che a partire dalle élite politiche definiamo terrorismo, mentre in realtà si tratta di una guerra che abbiamo paura di riconoscere, per non dire di combattere. Se la vedano i bombardieri in Siria, in Libia e in Iraq: qui ci blindiamo e al massimo paghiamo facendo un po’ di fila ai controlli in aeroporto. Un errore fatale perché ignorare la fiamma sotto la cenere del fondamentalismo non risolve un problema che ieri ha insanguinato la Francia, oggi Londra e domani inevitabilmente anche la sabbia sotto cui nascondiamo la testa anche noi.

 

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Il fantastico Centro per l’impiego

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

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I voti del Pd gettati via a sacchetti

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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