Che errore derubricare il terrore

di Gaetano Pedullà

L’attentato a Londra ci riporta alla tragica realtà del terrorismo. I tablet vietati sugli aerei o i militari sempre più visibili in strada, anche nelle nostre città, sembrano precauzioni contro eventualità lontane che invece lontane non sono. L’innegabile arretramento dell’Isis, l’autoproclamato Stato islamico nemico dell’Occidente, non deve illuderci. Anzi. Sconfitta sul suo territorio, la jihad non ha altra via che esportare l’orrore. E la tattica delle cellule dormienti, scollegate tra loro per non essere intercettate a catena dai servizi di intelligence, è ormai collaudata e vincente. Perciò siamo dentro fino al collo a una tragedia che a partire dalle élite politiche definiamo terrorismo, mentre in realtà si tratta di una guerra che abbiamo paura di riconoscere, per non dire di combattere. Se la vedano i bombardieri in Siria, in Libia e in Iraq: qui ci blindiamo e al massimo paghiamo facendo un po’ di fila ai controlli in aeroporto. Un errore fatale perché ignorare la fiamma sotto la cenere del fondamentalismo non risolve un problema che ieri ha insanguinato la Francia, oggi Londra e domani inevitabilmente anche la sabbia sotto cui nascondiamo la testa anche noi.

 

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Che banali gli odiatori di Rodotà

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Trasporti, una vacanza travestita da sciopero

Ci fossero in Italia sindacati veri, capaci di stare dalla parte dei lavoratori ma anche dei cittadini, sarebbero questi i più incazzati per il Paese preso oggi in ostaggio. Quattro siglette di cui nessuno sa niente hanno deciso tutto insieme il blocco di treni, aerei, autobus e metropolitane. Ovviamente la gran parte dei lavoratori non…

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Stipendi Rai, deroga disgustosa

A fare il direttore generale della Rai così come ha iniziato Mario Orfeo sono bravi tutti. La tv pubblica esempio del cambiamento renziano del Paese sta diventando invece l’emblema della rottamazione fallita. E ora c’è pure la prova che il manager arrivato dalla Leopolda, Antonio Campo Dall’Orto, non è stato silurato per la storia degli…

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In panchina Grasso si scalda

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Stavolta Beppe non fa ridere

Beppe Grillo deve essersi ricordato il mestiere che faceva prima di scoprirsi statista ed è tornato a fare il comico. La gag sulla legge elettorale però non gli è riuscita benissimo. Certo, dall’accordo con Renzi e Berlusconi stava venendo fuori una tale schifezza che l’improvvisa marcia indietro ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla…

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Una riforma elettorale repellente

Dire una cosa giusta per farne una sbagliata. Su cosa pensano gli italiani della legge elettorale Beppe Grillo ci ha preso in pieno: nessuno l’ha capita e a nessuno frega di capirne. Il distacco dalla politica è siderale e per riallacciare il filo con gli elettori si poteva solo restituirgli il diritto esclusivo di scegliere…

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Riina libero ma solo se si pente

Dalla Direzione Antimafia a uno dei magistrati simbolo della lotta alle mafie, il procuratore Gratteri, sino a molti politici e alla sollevazione sui social network, è tutto un coro di No alla possibilità che il capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, sia scarcerato per andare a morire in casa sua. A 86 anni…

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La merce più cara è l’incertezza

Se mai servisse un buon motivo per decidere cosa è meglio tra andare presto al voto o continuare a galleggiare appesi al governo Gentiloni, si può fare un salto a Madrid e guardarsi attorno. Anche la Spagna, come noi, ha sofferto per la crisi finanziaria contagiata all’Europa dagli americani dopo il crollo della Lehman Brothers.…

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Flavio Insinna e tutti noi fessi come lui

Ma come? Con il G7 che comincia, con le bombe all’ex premier in Grecia e le stragi di bambini buoni a Manchester e dei bambini altri nel Mediterraneo, vogliamo occuparci del signor Flavio Insinna e della brutta figura che ha fatto nei fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia? Sì, ce ne occupiamo perché questa…

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