Cinque anni al minimo sindacale

di Gaetano Pedullà

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le condizioni esterne (tassi bassi e politica monetaria accomodante della Bce) avrebbero potuto fare crescere molto di più la nostra economia. Più che guardare alle riforme fragili di Renzi e a quello che non si è fatto – a partire dal tradimento di un impegno solenne sullo Ius Soli – ora però conta solo quello che si è fatto malissimo: la legge elettorale. È inutile che ci giriamo troppo attorno, a meno di fatti eccezionali le urne del 4 marzo eleggeranno un altro Parlamento instabile, dove si dovrà tornare a scendere a patti per governare. Un’assicurazione sulla vita per i mercati che ci chiedono di fare le riforme giusto quanto basta per garantire gli impegni sul nostro debito, non certo per toglierci di dosso strutturalmente una zavorra che non ci fa correre ad armi pari con i nostri concorrenti. L’unico modo per avere la meglio sulla fantasia, l’intraprendenza e la genialità di questa Italia che nonostante tutto resta campione nell’export e nell’apprezzamento da ogni parte del mondo. Questa prevedibilissima impossibilità di un governo forte è il frutto amaro della legislatura. Da cui oggi persino un grigio Gentiloni bis sembra non essere la prospettiva peggiore.

Commenti

  1. Saverio Schinzari

    Un altro Presidente della Repubblica, un Sandro Pertini ad esempio, avrebbe respinto il ” Rosatellum ” al mittente perché irricevibile. Anticostituzionale, un’altra legge anti Costituzione. Lo vogliamo dire chiaramente signori giornalisti, al di là di un buonismo inutile e di facciata ?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Un Governo dalla parte degli italiani

Tre settimane sono nulla per fare un bilancio, ma l’aria che tira sui primi passi del Governo è quella tipica della luna di miele. Chi aspetta al varco Di Maio e Salvini, obietta subito che questi due non hanno mai smesso di fare campagna elettorale. Dunque siamo ancora sul terreno delle promesse, mentre di fatti…

Continua

Un condono necessario per ripartire

Non ci sono molti modi per far ripartire l’Italia. E non illudiamoci che sarà l’Europa a toglierci dai guai, permettendoci politiche economiche espansive o nuove spese in deficit. Dunque tocca solo a noi rimboccarci le maniche per creare ricchezza e occupazione. Uno sforzo già sovrumano visto che non ci facciamo mancare niente in termini di…

Continua

Le priorità non possono attendere

Spararle grosse non è mai un bel gesto verso gli elettori, ma nelle campagne elettorali bisogna prima di tutto vincere e quindi passi che si abusi. D’altra parte, in Italia di promesse irrealizzabili ne abbiamo sentite sempre così tante da esserci affezionati a questo andazzo, a tal punto da berci qualunque amenità, come capì bene…

Continua

Finti razzisti e ipocriti certificati

Se i risultati dei vertici internazionali si misurassero dall’intensità di sorrisi e strette di mano, quello di ieri tra Conte e la Merkel sarebbe poca cosa rispetto ad altri faccia a faccia tra la stessa cancelliera e nostri premier come Monti, Renzi e Gentiloni, giusto per fermarci agli esempi più recenti. Tutti incontri chiusi con…

Continua

Un silenzio da Prima Repubblica

L a natura differente dei Cinque Stelle. Differente dai vecchi partiti maneggioni, da chi governa e dice una cosa mentre ne pensa un’altra, dalla politica che nasconde la verità, trattando i cittadini come sudditi. Ecco perché il Movimento è diventato rapidamente un gigante nei consensi, fino a conquistare il Governo del Paese. Ora è chiaro…

Continua

L’intrallazzo Capitale non perdona

Sarebbe bene leggerle le 288 pagine dell’ordinanza che chiude la partita sullo stadio della Roma. Nelle intercettazioni della Procura c’è un concentrato dell’intrallazzo Capitale. Palazzinari che pagano per pilotare politici e burocrazia, consulenti che si spartiscono mazzette, esponenti di partito perennemente col cappello in mano: un film già visto, dove l’unica novità è che stavolta…

Continua

Un cinico traballante all’Eliseo

Inutile perdere troppo tempo sulle parole rivolte dal presidente francese Macron all’Italia per la vicenda della nave Aquarius. Come vedete accanto lo chiamiamo Micron, e abbiamo detto tutto. Quello che ci interessa di più è capire come sia possibile che l’enfant prodige della nuova politica trasversale ai tradizionali partiti di destra e sinistra sia arrivato…

Continua

La finta solidarietà di Madrid

Perdevamo colpendo uniti ai tempi delle crociate, a maggior ragione perdiamo oggi facendo tutta Europa di testa propria. Nella penosa vicenda della nave Aquarius, un esercito di poveri africani armati solo di fame e disperazione ha sbaragliato gli opulenti Paesi al di qua del Mediterraneo, carichi di egoismi e protagonismi, arrivati a livelli di disumanità…

Continua

Buona la prima di Conte al G7. L’Italia torna a contare nel mondo

Qualche decina di acuti frequentatori dei social network, quasi tutti dichiaratamente grillini, ieri ci ha duramente criticato per aver rivelato che alcuni ministri hanno rapporti forti con gli Stati Uniti. L’argomento è stato scambiato per un velleitario tentativo di screditare il Governo, quando invece da una tale informazione si evince che il premier e la…

Continua

Un giusto segnale alle imprese

Ora che ne ha meno bisogno, chissà quando Beppe Grillo offrirà una delle sue pastiglie di Maalox a Vincenzo Boccia e tutto il blasonato stato maggiore della Confindustria. Aver visto il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio che promette mari e monti all’assemblea della Confcommercio, mentre alla stessa messa cantata degli industriali c’è andato…

Continua