Condannati a pagare per decenni

di Gaetano Pedullà

Per gli appassionati del genere fantascienza c’è un film che non si batte. Protagonista è il nostro debito pubblico e povere comparse siamo tutti noi italiani condannati a ripagare per generazioni montagne di soldi di cui sappiamo solo di non averli mai visti né tantomeno utilizzati. Siamo talmente all’oscuro di questo buco nero da aver perso persino il conto di quello che dobbiamo avere e di quello che dobbiamo effettivamente dare. Una pacchia per i furbi (soprattutto le grandi banche Usa) e un grosso rischio per chi deve gestire situazioni ormai palesemente fuori controllo, come i bilanci delle grandi città e di Roma in particolare. Tecnicamente fallita già anni fa, la Capitale non ha uno ma ben due bilanci, con la gestione fino al 28 aprile 2008 affidata a un commissario e i conti da quel momento in poi lasciati alla gestione del Campidoglio. Dopo otto anni ora però scopriamo che ancora il vecchio debito neppure si conosce e serve una consulenza da tre milioni per calcolarlo. Mentre il nuovo bilancio fa così paura da far scappare assessori e funzionari. Come nei film di fantascienza l’ignoto fa paura e per i nostri eroi il finale non è sempre a lieto fine.

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