Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

di Gaetano Pedullà

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per far divaricare ulteriormente le distanze. E nonostante Lega e Cinque Stelle continuino a dettare legge in Parlamento con qualche nomina, le Camere restano pressoché paralizzate. Per non parlare dell’intesa lontanissima su Palazzo Chigi. Al Capo dello Stato perciò non può sfuggire che a questo punto serva uno shock. Dopo aver fatto inutilmente il notaio, il Presidente della Repubblica può giocare un nuovo ruolo, con un’intensità di movimento che va dalla più sobria moral suasion al conferimento formale di un incarico che potrebbe cominciare a bruciare le velleità dei leader attualmente irremovibili nelle loro pretese. Certo, un democristiano come Mattarella, abituato alle infinite trattative chiuse per stanchezza dei contendenti, sa bene che in politica la pazienza paga. Ma nella specifica situazione di impasse che stiamo vivendo non è affatto detto che sia così. Il Paese ha delicate scadenze da rispettare e soprattutto dalla Siria soffiano venti di guerra di fronte ai quali l’Italia non può trovarsi senza un governo. Neppure con la bacchetta magica il Quirinale può fare però prodigi se i 5 Stelle continuano a parlare di Berlusconi come male assoluto o dall’altra parte Renzi blocca i suoi sull’Aventino.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Costano caro i capricci della politica

Non c’era bisogno di Salvini che si auto-conferisce l’incarico per far scoprire a Mattarella che a Hollywood possono prendere appunti per girare un film sul “Governo più pazzo del mondo”. Mentre il Quirinale è notarile nelle sue mosse – dal rito di sapore ottocentesco delle consultazioni fino al mandato esplorativo alla Casellati come esponente della…

Continua

Prossima tappa stanare il Pd

Sarà stata la saggezza di Mattarella, che evidentemente non tutti abbiamo, a fargli decidere di dare due giorni e non i due minuti sufficienti alla Presidente del Senato Casellati per capire quello che ormai sanno anche i sassi: i Cinque Stelle non faranno un Governo con la Lega fin quando nel Centrodestra ci starà Forza…

Continua

Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e…

Continua

Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

Continua

Quanto conta il partito di Mattarella

Che le scaramucce tra Salvini e Di Maio siano roba seria o – come ipotizzano menti raffinate – una presa per il naso degli elettori in quanto i due leader hanno già l’accordo in tasca, l’unica cosa certa a più di un mese dalle elezioni è che non c’è pericolo di fare presto il bis.…

Continua

La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

Continua

La mossa dei 5 Stelle finti ubriachi

Al Quirinale le consultazioni con i riti bizantini di una politica fuori dal tempo; attorno al Colle i partiti che sembrano su Scherzi a Parte. Come se non fosse un’impresa già complicata, i leader ce la stanno mettendo tutta per rendere il compito del Capo dello Stato ancora più difficile. L’accordo raggiunto per le presidenze…

Continua

Di Maio e Salvini, un gallo è di troppo nel pollaio

Da qui al momento dell’incarico che il Capo dello Stato conferirà per formare il Governo c’è abbastanza tempo per rompere, ricostruire e rompere ancora l’alleanza populista tra Salvini e Di Maio. Normale amministrazione, dunque, i missili che le due forze politiche hanno appena cominciato a lanciarsi a vicenda. I Cinque Stelle non possono perdere Palazzo…

Continua

La Coalizione di Centrodestra schiantata alla prima curva

Era più inevitabile di una cartella delle tasse: col risultato delle ultime elezioni la coalizione di Centrodestra non poteva durare a lungo. Che però si schiantasse alla prima curva era difficile da immaginare, anche perché con un po’ di pazienza la Lega avrebbe potuto facilmente svuotare Forza Italia dei suoi eletti e soprattutto dei suoi…

Continua

Il primo punto è del Cav

I suoi denigratori lo chiamano caimano e figuriamoci perciò se Silvio Berlusconi poteva accontentarsi del premio di consolazione della presidenza del Senato. La poltrona va bene, ma da sola non vale il prezzo dell’esclusione di Forza Italia dai giochi che d’ora in avanti già immaginano di fare insieme i due vincitori delle elezioni, Di Maio…

Continua