Di Maio e Salvini, un gallo è di troppo nel pollaio

di Gaetano Pedullà

Da qui al momento dell’incarico che il Capo dello Stato conferirà per formare il Governo c’è abbastanza tempo per rompere, ricostruire e rompere ancora l’alleanza populista tra Salvini e Di Maio. Normale amministrazione, dunque, i missili che le due forze politiche hanno appena cominciato a lanciarsi a vicenda. I Cinque Stelle non possono perdere Palazzo Chigi, dove vogliono arrivare con la Lega ma senza Berlusconi. Il leader del Carroccio non può scaricare il Cavaliere, senza il quale non avrebbe più alcun diritto a fare il premier. Mattarella osserva mentre a bordo campo si scalda qualche padre nobile – o sedicente tale – nell’ipotesi che alla fine vinca lo stallo tra Luigi e Matteo, obbligandoli a fare i vice presidenti di una figura di garanzia. Ieri il Corriere della Sera suggeriva l’ex ministro Franco Frattini, ma di personaggi con qualche carta da giocare per quella poltrona ce ne sono anche altri. Il problema vero non è quindi la Presidenza del Consiglio, o perlomeno non solo questo. Il vero incubo è cosa può fare di buono un Governo con due partiti con idee molto lontane su tutto tranne che l’antieuropeismo, entrambi candidati a diventare l’uno antagonista dell’altro in un futuro sistema bipolare. Per quanto adesso si sforzino di edulcorare il messaggio con cui hanno preso i voti alle elezioni, la Flat tax non potrà convivere mai con il reddito di cittadinanza, se non al prezzo di far schiattare all’istante i conti pubblici. E su questo punto, ben più qualificante di chi farà il capo dell’Esecutivo, tutto tace.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Le priorità non possono attendere

Spararle grosse non è mai un bel gesto verso gli elettori, ma nelle campagne elettorali bisogna prima di tutto vincere e quindi passi che si abusi. D’altra parte, in Italia di promesse irrealizzabili ne abbiamo sentite sempre così tante da esserci affezionati a questo andazzo, a tal punto da berci qualunque amenità, come capì bene…

Continua

Finti razzisti e ipocriti certificati

Se i risultati dei vertici internazionali si misurassero dall’intensità di sorrisi e strette di mano, quello di ieri tra Conte e la Merkel sarebbe poca cosa rispetto ad altri faccia a faccia tra la stessa cancelliera e nostri premier come Monti, Renzi e Gentiloni, giusto per fermarci agli esempi più recenti. Tutti incontri chiusi con…

Continua

Un silenzio da Prima Repubblica

L a natura differente dei Cinque Stelle. Differente dai vecchi partiti maneggioni, da chi governa e dice una cosa mentre ne pensa un’altra, dalla politica che nasconde la verità, trattando i cittadini come sudditi. Ecco perché il Movimento è diventato rapidamente un gigante nei consensi, fino a conquistare il Governo del Paese. Ora è chiaro…

Continua

L’intrallazzo Capitale non perdona

Sarebbe bene leggerle le 288 pagine dell’ordinanza che chiude la partita sullo stadio della Roma. Nelle intercettazioni della Procura c’è un concentrato dell’intrallazzo Capitale. Palazzinari che pagano per pilotare politici e burocrazia, consulenti che si spartiscono mazzette, esponenti di partito perennemente col cappello in mano: un film già visto, dove l’unica novità è che stavolta…

Continua

Un cinico traballante all’Eliseo

Inutile perdere troppo tempo sulle parole rivolte dal presidente francese Macron all’Italia per la vicenda della nave Aquarius. Come vedete accanto lo chiamiamo Micron, e abbiamo detto tutto. Quello che ci interessa di più è capire come sia possibile che l’enfant prodige della nuova politica trasversale ai tradizionali partiti di destra e sinistra sia arrivato…

Continua

La finta solidarietà di Madrid

Perdevamo colpendo uniti ai tempi delle crociate, a maggior ragione perdiamo oggi facendo tutta Europa di testa propria. Nella penosa vicenda della nave Aquarius, un esercito di poveri africani armati solo di fame e disperazione ha sbaragliato gli opulenti Paesi al di qua del Mediterraneo, carichi di egoismi e protagonismi, arrivati a livelli di disumanità…

Continua

Buona la prima di Conte al G7. L’Italia torna a contare nel mondo

Qualche decina di acuti frequentatori dei social network, quasi tutti dichiaratamente grillini, ieri ci ha duramente criticato per aver rivelato che alcuni ministri hanno rapporti forti con gli Stati Uniti. L’argomento è stato scambiato per un velleitario tentativo di screditare il Governo, quando invece da una tale informazione si evince che il premier e la…

Continua

Un giusto segnale alle imprese

Ora che ne ha meno bisogno, chissà quando Beppe Grillo offrirà una delle sue pastiglie di Maalox a Vincenzo Boccia e tutto il blasonato stato maggiore della Confindustria. Aver visto il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio che promette mari e monti all’assemblea della Confcommercio, mentre alla stessa messa cantata degli industriali c’è andato…

Continua

La ricetta liberale di Salvini

Incassata la fiducia anche alla Camera, ora il Governo Conte non ha altro da fare che cominciare a lavorare. Archiviamo dunque la campagna elettorale, e pazienza se ancora chi non ci vuole stare. Certo, il contratto di M5S e Lega ha qualche punto debole, ma su molte cose le idee sono chiare e su queste…

Continua

Così l’Italia fa saltare il tappo Ue

Mentre gli esegeti del Conte-pensiero fanno le pulci al discorso con cui ieri il premier ha incassato la fiducia al Senato, il nuovo Governo sta già rivoltando le regole assurde che ci hanno imposto dall’Europa. Per questo a noi interessa poco il dibattito sulle singole parole pronunciate dal Presidente del Consiglio in Parlamento, dove a…

Continua