Dire bugie c’entra poco con l’onestà

di Gaetano Pedullà

Onestà, onestà. Non siamo arrivati neanche a cento giorni della Raggi in Campidoglio che la parola manifesto dei Cinque Stelle si sta trasformando in un’illusione più grande del precedente slogan di successo, quella rottamazione con il copyright di Matteo Renzi poi rivelatasi giusto una partita di potere nel Pd. Proprio ieri in un’intervista al Corsera la sindaca assicurava di aver avuto garantito dal suo assessore all’Ambiente Paola Muraro di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. In serata però si è scoperto che la Muraro è indagata da aprile e la stessa ne era a conoscenza dal 18 luglio. Qui perciò qualcuno ha mentito e siccome onestà non significa solo non commettere reati, ma anche non prendere in giro i cittadini, l’amministrazione capitolina è indifendibile. Se poi a questa credibilità dimezzata aggiungiamo i sospetti di una presunta regia dell’avvocato Pieremilio Sammarco (ex socio dello studio legale di Cesare Previti) dietro l’indicazione come assessore dell’ex magistrato contabile Raffaele De Dominicis, ecco che il Movimento finisce per assomigliare a tanti altri partiti. Dove la parola onestà almeno non era uno slogan.

Commenti

  1. honhil

    Ex socio. Ex magistrato. Ex limpidi. O forse sarebbe meglio dire, dei mai limpidi. I voti, tuttavia, arrivano a cascata per il semplice fatto che gli italiani dei due partiti che hanno governato l’Italia negli ultimi vent’anni (ma si può tranquillamente ampliare la forbice fino ad arrivare almeno agli ultimi cinquant’anni, visto che nei due partiti di cui sopra era confluita al cento per cento gente che proveniva dai disciolti partiti della cosiddetta prima repubblica) non ne vogliono più sapere e cercano il nuovo. Solo che adesso si scopre che la Raggi è una furbina. Come tutta la macedonia grillina. Dato che tutto il movimento, i suoi dirigenti ed i suoi eletti fanno a pieno titolo parte di quel popolo di galoppini che nella politica ci sguazzavano da sempre e che della scorciatoia 5stelle ne ha fatto il proprio trampolino di lancio. Del resto, se non si proviene da quel mondo di aspiranti consiglieri, onorevoli, assessori, sindaci e quant’altro, non ci si tuffa nell’avventura politica. Ma l’onesta in quel mondo, purtroppo, è una merce rarissima. Anzi è una palla al piede di cui bisogna disfarsi subito. Come i galeotti evasi di una volta facevano.

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