Alitalia, facciamo volare la prodigalità

di Gaetano Pedullà

Quando c’è di mezzo l’Alitalia la regola è non badare a spese. Da sempre, nei suoi settanta anni di storia, la Compagnia ha vissuto al di sopra delle sue e delle nostre possibilità. Perché questa azienda l’abbiamo pagata e ripagata tante volte. Gli sprechi e l’abbraccio mortale con la politica l’hanno ridotta nella situazione che vediamo, commissariata per non andare in liquidazione, con migliaia di dipendenti messi alla porta anno dopo anno. E quelli rimasti, così affezionati al loro azienda da averne deciso il sostanziale fallimento votando no al referendum sull’ultimo disperato piano di salvataggio. Un epilogo che avrebbe dovuto indurre a smetterla con la prodigalità. Siccome però in Italia ci teniamo alle tradizioni, ecco che ancora una volta il nostro Governo è stato generoso. Il vettore chiedeva 300 milioni di prestito ponte (ma ponte con chi se non si conosce il possibile acquirente?) ed ecco che lo Stato gliene passa 600. Serviva un commissario? Non c’è problema, il ministro Calenda ne nomina tre. Guarda caso tre nomi graditi alle banche azioniste e creditrici. La pecora consegnata al lupo. Con 600 milioni nostri.

 

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Ora basta pagare per le banche

Questa storia degli italiani che pagano per i disastri delle banche deve finire. Ai risparmiatori cornuti per aver rimesso un sacco di soldi negli istituti tecnicamente falliti, vanno sommati i contribuenti mazziati, con le cui tasse si sono tamponate le voragini lasciate dal Monte Paschi alla Popolare di Vicenza, senza dimenticare l’Etruria e gli altri…

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Azzeriamo i signori del pallone

Sono i signori dello sport ma dallo spirito sportivo non hanno preso niente. I vertici del calcio italiano stanno facendo uno spot devastante sui peggiori vizi del Paese: non assumersi mai le proprie responsabilità, scaricare le colpe sugli altri e soprattutto tenere il sederino ben incollato alle poltrone. Dopo l’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali era…

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Che lavoro sporco in Libia

Le ultime immagini dall’inferno arrivano con un video diffuso dalla Cnn. I migranti intrappolati in Libia vengono venduti all’asta, moderni schiavi a cui noi italiani brava gente abbiamo messo le catene. Le politiche decise dal nostro Paese, sia chiaro con la benedizione dell’Europa, stanno provocando un immenso crimine contro l’umanità. Questo giornale lo scrive da…

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Basta silenzi sui disastri delle banche

Che sarebbe servita a poco era chiaro sin dal principio. La commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche costituta a pochi mesi dallo scioglimento del Parlamento e con il solo potere di fare audizioni, in queste condizioni poteva fare poco. Ora che abbiamo visto con che piede è partita siamo però certi che farà pochissimo. La prova…

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Alle urne come peggio non si può

L’ultimo capitolo della legge elettorale non poteva che chiudersi così: proteste in Aula al Senato, proteste in piazza, disgusto persino da parte di molti senatori che oggi chiuderanno la partita, mettendoci nelle condizioni di andare tra qualche mese a votare. Non illudiamoci su altri tipi di finali: saltato l’improbabile tentativo di accordo tra Renzi, Grillo…

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Referendum, ha vinto soltanto Zaia

Un giorno di euforia ci stava pure. Portare cinque milioni e mezzo di persone a rispondere su una domanda ovvia – volete o no più autonomia? – non era facile, anche se per riuscirci si sono spesi tanti soldi pubblici. Adesso Maroni tratterà con Gentiloni, il Veneto chiederà lo Statuto speciale e domani non succederà…

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La rivincita di Matteo sulle banche

Non facciamo gli ingenui. Sulla Banca d’Italia si sta giocando una partita che non ha niente a che vedere con il bene del Paese e il rispetto dei risparmiatori. Se il tema di fondo fosse questo, il Governatore Visco sarebbe già parcheggiato da un’altra parte. Matteo Renzi, che non brilla certo di tatto istituzionale, ha…

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Non è questa la Manovra che ci serve

Il premier Gentiloni aveva promesso che la nuova Legge di stabilità non avrebbe portato nuove tasse e così è stato. Bene, bravo, ma non chiediamo il bis. Non mettere nuove tasse su un Paese che cresce poco era il minimo sindacale. Un premio sarebbe stato toglierci qualcuna delle tante, troppe, imposte che abbiamo. Accontentiamoci allora…

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Se il lavoro fa paura alla scuola

Se la voglia di studiare è poca, figuriamoci quanto desiderio c’è di lavorare. Meglio, molto meglio, prendere un po’ d’aria fresca portando in piazza la più insensata delle proteste, come hanno fatto venerdì centinaia di studenti in molte città italiane. Obiettivo delle manifestazioni era l’alternanza scuola lavoro, ossia il principale appiglio con una possibilità reale…

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