Fake news e altre promesse

di Gaetano Pedullà

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai.

Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre è certo che Palazzo Chigi ha caricato proprio il canone sulla bolletta elettrica di tutti gli italiani, compresi quelli che non hanno una tv, costretti a chiedere un’esenzione di cui molti non sanno niente. La prospettiva di un’imposta in meno, in questo Paese tartassato, secondo Renzi doveva raccogliere unanimi consensi. Stavolta però non è stato così, e a partire dal suo ex ministro Calenda è arrivata un’onda di scetticismo sulla fine del balzello. Un po’ perché in campagna elettorale siamo ormai vaccinati contro le promesse lasciate sulla carta, un po’ perché il segretario Pd non immagina di togliere il canone, avviando così – dal nostro punto di vista necessarissima – privatizzazione di Viale Mazzini, ma scaricando il costo dell’azienda sulla fiscalità generale. Quello che non ci levano da una tasca, insomma, ce lo levano dall’altra. Il pantalone degli italiani però è sempre uno, e sempre meno capace di sostenere uno Stato spendaccione e una classe politica che fa i suoi conti a nostre spese.

Quella che Renzi spaccia per una proposta innovativa è dunque vecchia e nel migliore dei casi neutra rispetto all’esborso dei contribuenti. Sullo schermo di quello che fu il rottamatore è rimasto solo il monoscopio.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Alla politica servono certi barbari

Li chiamano populisti, rozzi, nuovi barbari. E in effetti M5S e Lega non sono il prototipo di quel politicamente coretto che piace agli establishment. Poi però alla prova della democrazia questi parvenu sono più rispettosi dei loro impeccabili predecessori, così affamati di poltrone da mettere voce in capitolo pure su quelle che sono prerogativa delle…

Continua

Tra i grandi del mondo non ci siamo

Trump e Putin si siedono a tavolino e decidono le sorti del mondo. Certo, il vertice di Helsinki non è Yalta, ma i due non soffrono di sensi di inferiorità rispetto a Napoleone e Carlo Magno, figuriamoci per Roosvelt e Stalin. Quello che ha dell’incredibile è però che possono farlo, spartendosi ciò che gli pare…

Continua

La retorica bugiarda del Paese che non cambia

Il Governo Conte non ha fatto ancora niente, siamo solo agli annunci, i fatti concreti non si vedono. La retorica delle opposizioni all’Esecutivo di M5S e Lega ci sta bombardando con queste parole d’ordine. Ma le cose stanno veramente così? Sfogliamo insieme questo giornale, e non c’è una sola pagina senza prove concrete di un…

Continua

Unione (alcolisti) Europea

L’Europa guidata da un ubriaco. Se qualcuno non avesse capito perché andiamo sempre a sbattere, si guardi le immagini del vertice di ieri tra i Paesi della Nato. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è presentato talmente fuori controllo da non stare neppure in piedi. Una fotografia tragica per le condizioni di quest’uomo…

Continua

Una nuova lezione dalle urne

Non solo un Pd ai minimi storici e così tramortito da non riuscire a darsi una nuova leadership. Nell’eredità del renzismo c’è il tracollo della Sinistra a ogni latitudine della società italiana, come dimostra anche il tracollo al Csm di quelle che una volta si sarebbero chiamate toghe rosse. La stragrande vittoria di un magistrato…

Continua

Democrazia in deficit nelle banche

A sentire l’Abi, l’associazione delle banche di casa nostra, con l’avanzata del nazionalismo l’Italia può finire in bancarotta come l’Argentina. Certo, il mago Otelma sarebbe stato più capace di prevedere il crollo delle Popolari o del Monte dei Paschi, ma il campanello d’allarme suonato dai banchieri non va comunque sottovalutato, anche perché l’avvertimento segue a…

Continua

Il Colle parli dei soldi della Lega

Hanno parlato di migranti e Libia. Forse anche del caldo che fa. Ma di magistratura neppure un cen- no. Così ci dice il Viminale e il Quirinale non lo smentisce. Dunque perché non crederci anche se il partito di Salvini ha quel problemuccio dei 49 milioni di euro sequestrati per i finanziamenti pubblici spariti ai…

Continua

Una svolta per politici e giudici

Il sottosegretario alla Giustizia Morrone (Lega) ieri sera ha chiarito: quando si è augurato che la magistratura si liberi delle correnti, e soprattutto di quelle della Sinistra, non voleva dire quello che ha detto. Al ministro Bonafede la giustificazione è bastata e dunque tutto bene madama la marchesa! La luna di miele tra politica e…

Continua

Sacrificare la stampa è un errore

Chi segue questo giornale da oltre cinque anni sa bene quanto malaffare abbiamo scoperchiato, denunciando una montagna di abusi anche nella pubblica amministrazione. Per poterlo fare liberamente non abbiamo voluto alle spalle editori impuri, cioè soggetti economici che hanno i loro business principali in settori diversi dalla pubblicazione dei quotidiani, e a scanso di equivoci…

Continua

L’ultima Ong con Boeri al comando

Il presidente dell’Inps Tito Boeri non c’entra nulla con i trafficanti che campano grazie ad immigrati e accoglienza. Dal suo osservatorio ripete da sempre che l’Italia deve dire grazie ai migranti, perché da loro l’Istituto di previdenza incassa un mucchio di contributi e con questi paga a tutti le pensioni. Ma Boeri non è certo…

Continua