Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

di Gaetano Pedullà

Se la prima inchiesta giornalistica in Italia con un agente provocatore tira fuori l’immondizia che stiamo vedendo a Napoli, c’è da pensare che con lo stesso meccanismo consentito ai magistrati viene giù il mondo. Ammetterlo è triste quanto le immagini che inchiodano politici, amministratori pubblici e faccendieri ripresi dalle telecamere nascoste di Fanpage.it mentre si apparecchiano la tavola con tangenti milionarie. Per chi possiede una minima cultura garantista, questo modo per stanare corrotti e corruttori è da sempre inaccettabile, perché si sa che l’occasione fa l’uomo ladro. Ma qui tra un po’ i ladri sono le persone più rispettabili. E prima che passi il concetto che in politica – in tutta la politica – il più pulito ha la rogna, non resta che attivare tutti gli anticorpi possibili. Il giornalismo più coraggioso, con la schiena dritta, al quale anche questo giornale si ispira spesso in grande solitudine e con azioni di ogni genere per intimidirci e indebolirci, ha il merito ancora una volta di metterci di fronte a situazioni orribili. Una degenerazione che non permette più di far finta di niente. La facilità con cui uomini che amministrano denaro pubblico scendono a patti col primo corruttore che passa è inquietante. Segno di un sistema peggiore di quello che segnò la storia della Repubblica con la stagione di Tangentopoli. Anche gli agenti provocatori però devono essere in qualche modo regolati, affidandone la responsabilità a un magistrato, perché si abbiano più garanzie di quelle che può dare un’inchiesta fatta da chiunque.

Commenti

  1. honhil

    «Anche gli agenti provocatori però devono essere in qualche modo regolati, affidandone la responsabilità a un magistrato, perché si abbiano più garanzie di quelle che può dare un’inchiesta fatta da chiunque». Sì, in linea di principio, dovrebbe essere così. Sempre. Nei fatti, nella realtà dei fatti, invece, così non è. L’ imbeccata di Renzi a De Benedetti, e la di lui massima puntata sulla ruota della fortuna borsistica, docet. Mentre è ancora più inquietante il silenzio di quella procura, in barba all’obbligatorietà dell’azione penale. Poiché una cosa è certa, anche se, l’ingegnere, la borsa l’ha sempre saputa cavalcare, e senza volere andare a fare le pulci a tutte le numerosissime altre volte in cui quel Cavaliere del Lavoro, nonché Commendatore della Légion d’Honneur e tant’altro ancora, è passato alla cassa invece di rimetterci le penne, la Legge il suo corso lo deve fare. Sempre. Lo vuole la Carta costituzionale. Eppure, su quel fronte tutto tace. Per ordine di chi? Della toga? Della politica? Dei palazzi istituzionali? O, come capita spesso di leggere, quando non è facile dipanare la matassa o, peggio, quando si vuole buttare polvere negli occhi, sono stati i poteri forti a chiedere l’insabbiamento?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Un Governo dalla parte degli italiani

Tre settimane sono nulla per fare un bilancio, ma l’aria che tira sui primi passi del Governo è quella tipica della luna di miele. Chi aspetta al varco Di Maio e Salvini, obietta subito che questi due non hanno mai smesso di fare campagna elettorale. Dunque siamo ancora sul terreno delle promesse, mentre di fatti…

Continua

Un condono necessario per ripartire

Non ci sono molti modi per far ripartire l’Italia. E non illudiamoci che sarà l’Europa a toglierci dai guai, permettendoci politiche economiche espansive o nuove spese in deficit. Dunque tocca solo a noi rimboccarci le maniche per creare ricchezza e occupazione. Uno sforzo già sovrumano visto che non ci facciamo mancare niente in termini di…

Continua

Le priorità non possono attendere

Spararle grosse non è mai un bel gesto verso gli elettori, ma nelle campagne elettorali bisogna prima di tutto vincere e quindi passi che si abusi. D’altra parte, in Italia di promesse irrealizzabili ne abbiamo sentite sempre così tante da esserci affezionati a questo andazzo, a tal punto da berci qualunque amenità, come capì bene…

Continua

Finti razzisti e ipocriti certificati

Se i risultati dei vertici internazionali si misurassero dall’intensità di sorrisi e strette di mano, quello di ieri tra Conte e la Merkel sarebbe poca cosa rispetto ad altri faccia a faccia tra la stessa cancelliera e nostri premier come Monti, Renzi e Gentiloni, giusto per fermarci agli esempi più recenti. Tutti incontri chiusi con…

Continua

Un silenzio da Prima Repubblica

L a natura differente dei Cinque Stelle. Differente dai vecchi partiti maneggioni, da chi governa e dice una cosa mentre ne pensa un’altra, dalla politica che nasconde la verità, trattando i cittadini come sudditi. Ecco perché il Movimento è diventato rapidamente un gigante nei consensi, fino a conquistare il Governo del Paese. Ora è chiaro…

Continua

L’intrallazzo Capitale non perdona

Sarebbe bene leggerle le 288 pagine dell’ordinanza che chiude la partita sullo stadio della Roma. Nelle intercettazioni della Procura c’è un concentrato dell’intrallazzo Capitale. Palazzinari che pagano per pilotare politici e burocrazia, consulenti che si spartiscono mazzette, esponenti di partito perennemente col cappello in mano: un film già visto, dove l’unica novità è che stavolta…

Continua

Un cinico traballante all’Eliseo

Inutile perdere troppo tempo sulle parole rivolte dal presidente francese Macron all’Italia per la vicenda della nave Aquarius. Come vedete accanto lo chiamiamo Micron, e abbiamo detto tutto. Quello che ci interessa di più è capire come sia possibile che l’enfant prodige della nuova politica trasversale ai tradizionali partiti di destra e sinistra sia arrivato…

Continua

La finta solidarietà di Madrid

Perdevamo colpendo uniti ai tempi delle crociate, a maggior ragione perdiamo oggi facendo tutta Europa di testa propria. Nella penosa vicenda della nave Aquarius, un esercito di poveri africani armati solo di fame e disperazione ha sbaragliato gli opulenti Paesi al di qua del Mediterraneo, carichi di egoismi e protagonismi, arrivati a livelli di disumanità…

Continua

Buona la prima di Conte al G7. L’Italia torna a contare nel mondo

Qualche decina di acuti frequentatori dei social network, quasi tutti dichiaratamente grillini, ieri ci ha duramente criticato per aver rivelato che alcuni ministri hanno rapporti forti con gli Stati Uniti. L’argomento è stato scambiato per un velleitario tentativo di screditare il Governo, quando invece da una tale informazione si evince che il premier e la…

Continua

Un giusto segnale alle imprese

Ora che ne ha meno bisogno, chissà quando Beppe Grillo offrirà una delle sue pastiglie di Maalox a Vincenzo Boccia e tutto il blasonato stato maggiore della Confindustria. Aver visto il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio che promette mari e monti all’assemblea della Confcommercio, mentre alla stessa messa cantata degli industriali c’è andato…

Continua