Flavio Insinna e tutti noi fessi come lui

di Gaetano Pedullà

Ma come? Con il G7 che comincia, con le bombe all’ex premier in Grecia e le stragi di bambini buoni a Manchester e dei bambini altri nel Mediterraneo, vogliamo occuparci del signor Flavio Insinna e della brutta figura che ha fatto nei fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia? Sì, ce ne occupiamo perché questa storia non è solo la parabola professionale di un signore che tutto sommato non farà morire nessuno sparendo dalla televisione. Insinna è stato un fesso, diciamolo subito. Chi lavora, specie sotto pressione, non è raro che usi linguaggi da caserma. Ma se lo si fa in uno studio televisivo ci si deve sentire intoccabili per non mettere in conto che quegli insulti possano essere registrati e utilizzati da qualcuno. Se poi si è fatto tanto per costruire l’immagine del “bravo presentatore” è chiaro che ha messo da solo la testa sul patibolo. Oggi però non c’è bisogno di stare in tv per essere controllati, spiati, sputtanati. Tutti potenzialmente ricattati da chi può procurarsi illegalmente – persino in qualche tribunale – intercettazioni telefoniche non autorizzate o altri atti riservati. Tutti Insinna, anche senza voler dare i pacchi a nessuno.

  • honhil

    Insinna è uguale uguale a tutta quella gentaglia che ancora ci si ostina a chiamare parlamentari. Ecco perché al G7 di Taormina non ci può essere accordo sui cosiddetti migranti, dato che nessuno li vuole. E poiché i modi per fermarli ci sono, agli altri capi di stato o di governo non resta che uscirsene con la classica battuta sfottente: “Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala…”. Così, lasciando perdere il chiacchiericcio della madre Chiesa, che tale è il suo inconcludente bla-bla dato che, nei fatti, in merito, non mette un dito neppure nella classica bacinella con l’acqua calda, adesso le pompose, distruttive, prime quattro cariche dello Stivale devono andarsene a casa: hanno causano abbastanza danni, per continuare a lasciarle nei loro paludati panni. Di comici, in questo momento, non ce n’è davvero bisogno in quei posti di grande responsabilità costituzionale. E c’è un solo modo, e uno soltanto, per dare una svolta risolutiva a questo caos: che l’esercito si decida finalmente di mettersi al servizio dell’Italia invece di fare il guardaspalle di chi con le parole e con i fatti ha tradito, e continua a tradire, l’Italia e gli italiani.

  • Saverio Schinzari

    Insinna ha deciso di suicidarsi, non se ne è reso conto. Peccato di onnipotenza. Peccato però che al patibolo non riusciamo mai a mandare nessun politico in quest’Italia cialtrona, ricca di clown, pagliacci legati a vario titolo da un unico cordone ombelicale: la sicurezza dell’impunità. Consip docet, fermata un’inchiesta affossata, caduta nel dimenticatoio, sono tutti liberi per rimuovere nuove altre cimici allorché c’è necessità. Questo Paese ormai da definire delle banane fa ridere tutto il mondo. A Taormina lo hanno detto chiaro e tondo a Gentiloni. I migranti sono cazzi vostri. Ed amen.

 

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