Flavio Insinna e tutti noi fessi come lui

di Gaetano Pedullà

Ma come? Con il G7 che comincia, con le bombe all’ex premier in Grecia e le stragi di bambini buoni a Manchester e dei bambini altri nel Mediterraneo, vogliamo occuparci del signor Flavio Insinna e della brutta figura che ha fatto nei fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia? Sì, ce ne occupiamo perché questa storia non è solo la parabola professionale di un signore che tutto sommato non farà morire nessuno sparendo dalla televisione. Insinna è stato un fesso, diciamolo subito. Chi lavora, specie sotto pressione, non è raro che usi linguaggi da caserma. Ma se lo si fa in uno studio televisivo ci si deve sentire intoccabili per non mettere in conto che quegli insulti possano essere registrati e utilizzati da qualcuno. Se poi si è fatto tanto per costruire l’immagine del “bravo presentatore” è chiaro che ha messo da solo la testa sul patibolo. Oggi però non c’è bisogno di stare in tv per essere controllati, spiati, sputtanati. Tutti potenzialmente ricattati da chi può procurarsi illegalmente – persino in qualche tribunale – intercettazioni telefoniche non autorizzate o altri atti riservati. Tutti Insinna, anche senza voler dare i pacchi a nessuno.

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