Giornalismo di qualità senza tutele

di Gaetano Pedullà

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica dei Paesi con maggiore libertà di stampa. Non è una notizia che riguarda solo giornali e giornalisti. Se persino in Moldavia e Lesotho c’è più possibilità di raccontare i fatti vuol dire che qui abbiamo un drammatico deficit di diritti. Quello che fa paura è però il motivo per cui scendiamo in questa classifica. Ovvio che non ci aiuta avere decine di giornalisti sotto scorta per le minacce della criminalità. Ma è un’altra la ragione più pesante, e qui il nemico sono magistrati e tribunali. Nessuno può impedire a chi si senta diffamato di querelare un giornale, ci mancherebbe, ma spesso i giudici decidono di rinviare a giudizio senza nemmeno leggere le carte. Col risultato di avere migliaia di giornalisti sotto processo, costretti con i loro editori a dissanguarsi per pagare gli avvocati. Senza contare le condanne, di frequente spropositate rispetto ai piccoli compensi percepiti da molti collaboratori. Così non è raro che a querelare siano dei veri delinquenti, ai quali non costa nulla avventurarsi in cause temerarie. La conseguenza è spingere i giornalisti a non graffiare o ad auto-censurarsi. E la stampa muore.

 

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Più rispetto per sperare nel Colle

L’apparente garbo istituzionale per cui Luigi Di Maio ha ritenuto di informare il Presidente della Repubblica sui nomi dei ministri di un ipotetico Governo M5S in realtà è l’ennesima prova di un imbarbarimento della politica arrivato alla guerriglia in piazza di questi giorni. Poiché non bisogna essere fini costituzionalisti per sapere che i ministri vanno…

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Come si dice in arabo gratitudine?

Una grande riconoscenza comporta molta delicatezza, scriveva alla fine del Seicento Jean de La Bruyère, un moralista francese di cui il sindaco di Olbia Settimo Nizzi evidentemente non conosce gli aforismi. L’idea di intitolare una scuola elementare della sua città alla madre dell’Emiro del Qatar, Al Thani, sta facendo passare gli olbiesi per ingrati e…

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Dopo l’inchiesta di Fanpage.it si accetti l’agente provocatore

Se la prima inchiesta giornalistica in Italia con un agente provocatore tira fuori l’immondizia che stiamo vedendo a Napoli, c’è da pensare che con lo stesso meccanismo consentito ai magistrati viene giù il mondo. Ammetterlo è triste quanto le immagini che inchiodano politici, amministratori pubblici e faccendieri ripresi dalle telecamere nascoste di Fanpage.it mentre si…

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Un piano B alla Rai per Parisi

Nell’intervista di ieri al Corsera il candidato del Centrodestra Stefano Parisi non ha mostrato dubbi: l’avversario da battere per la presidenza della Regione Lazio è solo l’uscente Nicola Zingaretti; Pirozzi non si sa chi rappresenti e la Cinque Stelle Lombardi senza i voti degli elettori moderati non avrà il successo della Raggi. Ben per lui…

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L’illusione dei candidati perfetti

Ma come li hanno scelti i candidati alle elezioni? Solo per la loro dabbenaggine i Cinque Stelle dovrebbero farsi qualche domanda in più su regole interne e capacità di selezionare una classe dirigente in grado di governare. Il caos delle Parlamentarie era apparso subito chiaro, ma da Di Maio in giù era stata promessa una…

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L’Italia paga l’autobus ai tedeschi

La ricetta tedesca contro l’inquinamento può farci sentire idioti per non averci pensato prima: i mezzi pubblici gratis sono un bell’incentivo a mollare l’automobile. Ma risolvere certi problemi è facile quando il conto lo pagano altri. Serve una prova? I teutonici in appena trent’anni hanno fatto quello che l’Italia è ancora lontana dal realizzare dopo…

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Se l’onestà diventa un autogol

Molti elettori (non solo Cinque Stelle) neppure sanno chi era Pietro Nenni, lo storico leader socialista che certificò in modo lapidario come facendo a gara per chi è più puro, è facile che salti fuori qualcuno ancora più puro che ti epura. Un rischio che il Movimento fondato da Grillo corre deliberatamente sin dalla nascita,…

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Toghe sporche e depistaggi. Siamo una Repubblica fondata sull’intrigo

Nel nuovo terremoto giudiziario tra Roma e Messina, come nella vicenda Consip, non si capisce da che parte stanno anche i piani più alti dello Stato. Siamo diventati una Repubblica fondata sull’intrigo? A quanto pare sì. L’inchiesta che scoperchia un sistema di potere capace di pilotare affari per centinaia di milioni, provando persino ad aggiustare…

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Wall Street ci sta avvisando

La ricreazione sta finendo. E la caduta secca di Wall Street, solo ieri andata giù di sei punti, ci avvisa che dobbiamo prepararci a tempi duri. Insieme alla crescita economica, gli Stati Uniti hanno visto salire gli stipendi e con questi anche i prezzi dei beni di consumo e l’inflazione. La conseguenza è che la…

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L’Italia delle riforme impossibili

Fare le riforme in Italia non è difficile, come dice il ministro Franceschini. È impossibile. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire, a meno di voler considerare riforme quei brodini annacquati che ci propinano da anni, spesso spacciati per grandi cene gourmet, come nel caso del Jobs Act, giusto per citare il fiore…

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