Ha vinto Trump. La democrazia ha sempre ragione

di Gaetano Pedullà

Se non c’è due senza tre, dopo il vaffa di Trump ai Repubblicani solo per ottenere la candidatura, il vaffa degli americani alla democratica Clinton e le sue lobby, adesso c’è un terzo vaffa che aleggia minaccioso sulle urne questa volta italiane. Il No va di moda, come hanno deciso gli inglesi sulla permanenza nell’Unione europea e come dicono i sondaggi – per quello che valgono – sul nostro referendum del 4 dicembre. È la democrazia, bellezza! Che ci piaccia o meno. Che ci imponga verdetti condivisi o che ci appaiano sbagliatissimi, come in tanti giudicano i programmi del nuovo presidente Usa. Certo, l’America ha un’economia che vola rispetto a quella europea e questo nonostante la crisi nata con Lehman Brothers sia un pasticcio a stelle e strisce e non certo roba nostra. Per gli elettori però non è bastato. E la democrazia non sbaglia mai, come ieri hanno ammesso persino i mercati, a fine giornata stabili nonostante la catastrofe annunciata in caso di sconfitta della Clinton. Perché la democrazia implica divisioni ma poi impone di tornare uniti rispettando la maggioranza. E finché c’è democrazia Trump non così pericoloso come hanno cercato di farci credere.

 

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Il prezzo troppo caro del consenso

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Per la salute nessuno fa sciopero

Possiamo prendercela con la malasanità o la sfortuna, ma la  morte di una ragazzina lasciata per ore in un ospedale romano senza la giusta assistenza ha poco a che fare con l’una e con l’altra. Certo, i medici possono sbagliare come sbaglia chiunque, ma se si lavora in condizioni di perenne emergenza l’errore da possibile…

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La sfortuna falso alibi a Bruxelles

Sarà pure che un giocatore non si giudica dai calci di rigore, ma quando è il momento del colpo vincente chissà come mai l’Italia non vince mai. Non abbiamo ancora digerito l’eliminazione dai Mondiali di calcio ed ecco che la sorte ci leva l’assegnazione a Milano dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Un’autorità che tra posti…

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Dopo Riina sarà tutta un’altra mafia

Nemmeno la Chiesa porge l’altra guancia a Totò Riina, boss che i vescovi ritengono indegno del funerale pubblico e di una pietà che la mafia non ha mai avuto per nessuno. Quest’uomo che non ha mai rinnegato il suo passato, che è morto da padrino, che si porta all’altro mondo i segreti più inconfessabili del…

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Ora basta pagare per le banche

Questa storia degli italiani che pagano per i disastri delle banche deve finire. Ai risparmiatori cornuti per aver rimesso un sacco di soldi negli istituti tecnicamente falliti, vanno sommati i contribuenti mazziati, con le cui tasse si sono tamponate le voragini lasciate dal Monte Paschi alla Popolare di Vicenza, senza dimenticare l’Etruria e gli altri…

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Azzeriamo i signori del pallone

Sono i signori dello sport ma dallo spirito sportivo non hanno preso niente. I vertici del calcio italiano stanno facendo uno spot devastante sui peggiori vizi del Paese: non assumersi mai le proprie responsabilità, scaricare le colpe sugli altri e soprattutto tenere il sederino ben incollato alle poltrone. Dopo l’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali era…

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Che lavoro sporco in Libia

Le ultime immagini dall’inferno arrivano con un video diffuso dalla Cnn. I migranti intrappolati in Libia vengono venduti all’asta, moderni schiavi a cui noi italiani brava gente abbiamo messo le catene. Le politiche decise dal nostro Paese, sia chiaro con la benedizione dell’Europa, stanno provocando un immenso crimine contro l’umanità. Questo giornale lo scrive da…

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Basta silenzi sui disastri delle banche

Che sarebbe servita a poco era chiaro sin dal principio. La commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche costituta a pochi mesi dallo scioglimento del Parlamento e con il solo potere di fare audizioni, in queste condizioni poteva fare poco. Ora che abbiamo visto con che piede è partita siamo però certi che farà pochissimo. La prova…

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Alle urne come peggio non si può

L’ultimo capitolo della legge elettorale non poteva che chiudersi così: proteste in Aula al Senato, proteste in piazza, disgusto persino da parte di molti senatori che oggi chiuderanno la partita, mettendoci nelle condizioni di andare tra qualche mese a votare. Non illudiamoci su altri tipi di finali: saltato l’improbabile tentativo di accordo tra Renzi, Grillo…

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Referendum, ha vinto soltanto Zaia

Un giorno di euforia ci stava pure. Portare cinque milioni e mezzo di persone a rispondere su una domanda ovvia – volete o no più autonomia? – non era facile, anche se per riuscirci si sono spesi tanti soldi pubblici. Adesso Maroni tratterà con Gentiloni, il Veneto chiederà lo Statuto speciale e domani non succederà…

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