I Casamonica e i 2 autogol di Marino & C.

di Gaetano Pedullà

Due autogol nella stessa porta. La politica romana si conferma un concentrato di fenomeni. Non contento di aver sputtanato la città nel mondo, consentendo un funerale show zeppo di allusioni mafiose come è avvenuto col boss Vittorio Casamonica, adesso il Campidoglio pretende le scuse da Bruno Vespa e dalla Rai per una trasmissione che spiegava l’avvenuto agli italiani. Un lavoro che si chiama giornalismo, confezionato come deve essere fatta la buona informazione, sentendo tutte le campane. Nello studio di Porta a Porta c’erano così giornalisti molto critici con i Casamonica e dall’altra parte, a portare le loro ragioni, la figlia e un nipote del capo clan. Dal sindaco Marino al presidente Pd Orfini ieri però era una gara a chi si indignava di più. L’ultimo disperato tentativo – affermando che i Casamonica sentiti dal servizio pubblico in un programma di informazione siano un oltraggio a Roma – di depistare l’attenzione dall’immenso flop di chi ha messo i vigili urbani a scortare il feretro del boss o di chi non ha presidiato la sicurezza sui cieli. I Casamonica sono impresentabili, ma certe polemiche sono persino peggio.

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