I furbetti delle banche non sono soli

di Gaetano Pedullà

Dopo la mozione di sfiducia dei Cinque Stelle alla Boschi, il Centrodestra alza il tiro direttamente su Renzi. Il crac delle banche non lascia il conto solo ai risparmiatori ingannati, ma anche al Governo. Che regga o no, la stella fino a ieri luminosissima del ministro delle riforme difficilmente tornerà a brillare come prima. Mentre la voce del premier – qualunque cosa dica sui meriti del suo decreto salva banche – sarà sempre sovrastata dalle grida degli obbligazionisti depredati. Uno scandalo che dovrebbe imporre all’Esecutivo di correre in Parlamento per spiegare se possibile ogni cosa. Così l’affare s’ingrossa e nello scontro politico si perde di vista persino una norma fondamentale come la Legge di Stabilità. Figuriamoci perciò chi ha notato che ieri in Telecom i francesi di Vivenda hanno imposto per la prima volta il loro gioco sui manager italiani, certificando che il nostro ex monopolista ha cambiato bandiera (dopo aver conosciuto anche quella spagnola). Così l’Italia si gioca il futuro e i pezzi industriali migliori. E aspettando che i furbetti di quattro banchette paghino, i furbissimi della grande economia fanno cassa. Quella vera.

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