I gay pagano le tattiche della politica

di Gaetano Pedullà

Il Paese degli eterni rinnvii non poteva smentire se stesso. Pure sulle Unioni civili, dove il tempo della mediazione corre invano da trent’anni. Così oggi abbiamo una lunga fila di sconfitti. Al primo posto Renzi e il suo ministro per i rapporti con il Parlamento, Boschi, evidentemente troppo distratta dalla partita sulle banche. I due non hanno fatto bene i conti sulla trasversalità dell’area cattolica, sottovalutandone la penetrazione anche tra i Cinque Stelle. Il secondo sconfitto è il Pd, travolto da quelle stesse tattiche parlamentari che in altre vicende si erano dimostrate vincenti. D’ora in poi ci si penserà meglio prima di imboccare scorciatoie come quella del canguro per scavalcare le resistenze legittime dell’opposizione. Terzo sconfitto è, per sua stessa ammissione, la madrina del provvedimento, Cirinnà, che ha accusato i Cinque Stelle di tradimento e ora minaccia persino di lasciare la politica. E le dimissioni di un parlmentare, quelle sì che sono un atto contro natura. Certo, perde anche Grillo, ieri contestatissimo sui social, ma soprattutto perde chi davvero aspetta la legge (e non un brodino, senza la stepchild adoption).

 

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