Il risparmio tradito dall’Euro

di Gaetano Pedullà

Per chi non se ne fosse accorto siamo arrivati alla giornata mondiale del risparmio. Un’occasione per riflettere su come usiamo i nostri soldi, ma anche per sentire il polso del Paese con l’immancabile rapporto dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni bancarie. Un’indagine che conferma l’allargamento della forbice tra ricchi e poveri, con un 3% in più di italiani che quest’anno sono riusciti a mettere qualcosa da parte e un identico 3% che invece ha dovuto intaccare i risparmi accumulati in passato. Potrebbe sembrare pari e patta, ma così non è perché chi riesce ad accumulare fa parte di quella porzione del Paese che stava già piuttosto bene e che quindi ora sta anche meglio. A impoverirsi, invece, è quasi sempre chi faceva già grandi sacrifici e adesso finisce in bilico con quella precarietà che toglie il sonno e fa perdere fiducia nel futuro. Fiducia che non a caso sempre la stessa ricerca ci fa vedere in forte diminuzione verso l’Europa, con tutto quello che comporta, a partire da una moneta che doveva arricchirci e invece è diventata sinonimo di sacrifici e squilibrio sociale.

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