Intolleranza e nuovi fascismi: la Democrazia non è infrangibile

di Gaetano Pedullà

Diciamo la verità: il capo della polizia Franco Gabrielli che definisce il blitz di Forza nuova a Repubblica più grave della bomba esplosa davanti alla caserma dei carabinieri a San Giovanni ci ha ricordato quei filmetti anni ’80 con Lino Banfi sulla mitologica rivalità tra le nostre forze dell’ordine. I due episodi di questi giorni invece sono di identica gravità, ed espongono due ruoli centrali per la tenuta democratica alla stessa minaccia. La libertà di informazione e di pensiero nel mirino quanto i servitori dello Stato e le loro “strutture di repressione”, come gli anarchici hanno definito la caserma cortesemente omaggiata del loro ordigno. Il malessere che si alimenta dentro una generazione vincitrice suo malgrado del record storico di occupati a termine, con poche certezze e un rancore indirizzato anche da certa politica verso nemici trasformati in demoni per intimidirci (come gli immigrati), non può canalizzarsi all’infinito negli sfoghi indignati sulla rete, nel vuoto dell’assoluto disimpegno riempito dalle sceneggiate tv del Grande fratello o, nel migliore dei casi, verso la protesta dei Cinque Stelle. Un’emergenza sociale che perdura troppo a lungo genera mostri poi impossibili da contenere. E un Paese come il nostro, dove la forbice della disuguaglianza si è allargata in modo impressionante, non può più ignorare i segni di una deriva crescente, dove squadracce fasciste irrompono a viso aperto nelle sedi dei partiti che non gradiscono, e le forze di destra non condannano se non flebilmente un tale schifo.

 

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La coerenza o il potere, che derby nel Pd!

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Sentenza sulla trattativa tra Stato e mafia, altro sale sulle ferite del Paese

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Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

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Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

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Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per…

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La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

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Al Quirinale le consultazioni con i riti bizantini di una politica fuori dal tempo; attorno al Colle i partiti che sembrano su Scherzi a Parte. Come se non fosse un’impresa già complicata, i leader ce la stanno mettendo tutta per rendere il compito del Capo dello Stato ancora più difficile. L’accordo raggiunto per le presidenze…

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