La Coalizione di Centrodestra schiantata alla prima curva

di Gaetano Pedullà

Era più inevitabile di una cartella delle tasse: col risultato delle ultime elezioni la coalizione di Centrodestra non poteva durare a lungo. Che però si schiantasse alla prima curva era difficile da immaginare, anche perché con un po’ di pazienza la Lega avrebbe potuto facilmente svuotare Forza Italia dei suoi eletti e soprattutto dei suoi elettori. Salvini non ha avuto il sangue freddo necessario e votando ieri al Senato un candidato diverso da quello promesso al Cavaliere ha fatto subito la sua scelta di campo: tra Berlusconi e Di Maio ha preferito il secondo. Vedremo se nelle prossime ore l’esigenza di convivere da alleati in molte Regioni ed enti locali porterà a una tregua, ma dove va il Carroccio adesso è chiaro a tutti, e i rapporti già non favolosi nel Centrodestra saranno per forza più difficili. Allo stato dell’arte, la rottura tra Silvio e Matteo cambia comunque lo scenario sul Governo. A meno di imprevedibili piroette del Pd si riavvicinano infatti due soluzioni. La prima è un Esecutivo M5S e Lega, che però avrebbe una maggioranza parlamentare fragile e soprattutto due idee del mondo diametralmente opposte, il reddito di cittadinanza da una parte e la Flat Tax dall’altra. Il secondo epilogo, l’ultima ratio per Mattarella, un Governo di scopo, per cambiare la legge elettorale e tornare presto alle urne, magari con le Europee dell’anno prossimo. Si tirerebbe a campare, insomma, come se il Paese possa permettersi di buttar via altro tempo e rinunciare alle riforme che servono per far ripartire un’economia che resta la più fragile in Europa.

 

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