La dignità non fa rumore ma tre milioni di persone potranno mangiare, formarsi per un lavoro e sperare

di Gaetano Pedullà

È proprio vero: un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. Dunque non meravigliamoci se i giornaloni oggi strillano a tutta pagine che il Reddito di cittadinanza andrà a meno persone del previsto, favorirà i furbi, scoraggerà il lavoro e tra un po’ ci farà pure cadere i capelli o accadere chissà quali sventure. Solo sette mesi fa questo strumento non era altro che un’idea, contro la quale è stato fatto un fuoco di sbarramento senza precedenti. Costa troppo, non si può fare, i Centri per l’impiego non sono attrezzati, mancano le tecnologie… quante stupidaggini abbiamo ascoltato e quante ancora ne sentiremo mentre invece più di tre milioni di persone presto potranno silenziosamente mangiare, formarsi per un lavoro e sperare. A loro non è chiesto di gridare che lo Stato per la prima volta è presente. La tessera che riceveranno è anonima, dignitosa, non sguaiata come i tanti radical chic che non parlano d’altro in attesa di qualche flop nel servizio, magari da leggere su quei giornali che hanno sguinzagliato i loro segugi per scoprire chi intascherà il sussidio senza diritto. Avessero mandato gli stessi cronisti a raccontarci per tempo come vivevano sempre peggio milioni di italiani, magari il 4 marzo scorso non si sarebbero stupiti del risultato elettorale. Certo, qualche sbavatura ci sarà, e dovrà essere perseguita, ma è la sostanza che conta: nella redistribuzione di un po’ di risorse pubbliche questa volta c’è un Governo che punta sui consumi degli ultimi. Non basterà per far ripartire il Paese? Facciamo un sondaggio tra chi mangia alla Caritas…

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