La guerra dei migranti per la casa

di Gaetano Pedullà

Scappano dalla guerra a casa loro e vengono a farla qua da noi per avere a sbafo un appartamento. Detta così – e il solito becerume populista che campa sull’odio per gli immigrati ieri sui social network ha detto ben di peggio – la rivolta di ieri a Roma è intollerabile. Le cose però non stanno esattamente così. Il centinaio di rifugiati africani che si è opposto allo sgombero ordinato dalla polizia ha eseguito alla lettera quello che qualcuno gli ha ordinato di fare. A meno di non voler credere alla favoletta che ci sia gente che parta dall’Etiopia per forzare e occupare uno stabile, è evidente che gli immigrati sono organizzati e portati fino alla guerriglia urbana da qualche soggetto che difficilmente fa tutto questo per niente. Cosa c’è dietro il business dell’accoglienza è emerso ampiamente nell’inchiesta Mafia Capitale, dove la mafia è stata tolta di mezzo dai giudici ma il metodo predatorio e criminale di chi anima gli opacissimi comitati per la casa è rimasto chiarissimo. Farabutti che non esistano a far agitare la piazza per creare allarme sociale e affittare alle istituzioni a peso d’oro gli alloggi che dicono loro. E l’affare rende di più se aumenta la gente che odia lo straniero.

  • honhil

    Lo Stivale e gli abitanti dello Stivale, nei problemi di ogni genere e grado affogano, ma la politica tutta e il governo non riescono a venire fuori dal ginepraio migranti. Per i quali migranti tutto è dovuto. Dalla casa al lavoro, dalla completa assistenza sanitaria, non conoscendo loto ticket di alcun genere, allo svago. Per non parlare delle pensioni che l’Inps, su la base di una semplice autocertificazione, subito eroga ai loro familiari a carico, se questi a loro volta autocertificano di essere inabili al lavoro o in età di pensione di vecchiaia. Agli italiani non abbienti invece non resta che fare statistica alimentando sempre di più la fascia di quelli che convivono con la miseria nera, mentre a quelli abbienti non resta che pagare le pesantissime tasse. Intanto, ci si conforta, non si sa per quanto tempo ancora, con le notizie che da Londra arrivano: una “bimba cristiana di 5 anni affidata a una famiglia islamica”. Esattissimamente, proprio così. E dire che Londra, nella coscienza collettiva, era sinonimo di Giustizia, finora. Evidentemente, la coscienza collettiva si sbagliava. Se questo affidamento è realmente accaduto (e purtroppo è accaduto), Londra è il pozzo della pazzia più degradante. Ed è, ineluttabilmente, l’effetto domino di quel sindaco musulmano e la presenza a Roma di un papa che sta svendendo il cristianesimo: non al migliore offerente, ma a chi ha la sola intenzione di rottamarlo. Oltre che la spiegazione più plausibile all’orrore che hanno commesso quei servizi sociali.

 

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