La lezione del Dragone alla Merkel

di Gaetano Pedullà

Abbiamo molto da imparare dai cinesi. Mentre in Europa si tergiversa ancora sul debito greco, Pechino non prende esempio dal lungo immobilismo delle autorità politiche e monetarie dell’Unione. E senza aspettare che la crisi del dragone si trasformi in una bolla ingestibile muove tutte le leve di cui dispone. Compresa la svalutazione della moneta che servirà a dare fiato alle imprese. Esattamente il contrario di quello che si è fatto per anni in Europa, a causa del veto tedesco a qualunque mossa della nostra Bce. Sono dovuti passare cinque anni dall’avvio della gigantesca immissione di liquidità della Fed che ha rimesso in piedi gli Usa prima di far partire anche qui una manovra sostanzialemente identica. E se non fossimo stati sull’orlo del pericoloso baratro della deflazione, Mario Draghi difficilmente avrebbe spezzato l’interessato attendismo di Berlino. Con la crisi che ha messo in ginocchio metà dell’Ue e grazie alla grande finzione degli spread la Germania ha tratto infatti immensi vantaggi. La Cina perciò non ha perso tempo. Al contrario nostro che con le mani troppo a lungo legate ci abbiamo rimesso montagne di denaro.

 

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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