La lezione del voto negli States e la vittoria di Trump

di Gaetano Pedullà

Niente. La Brexit o la lezione Trump non ci hanno insegnato niente. Gli schiaffi che gli elettori danno sempre più forti agli establishment, a partire dalla grande finanza, non sono un caso ma la risposta più naturale ad altri schiaffi ben distribuiti da chi sta governando malissimo la globalizzazione, traendone enormi vantaggi a scapito delle ex classi  medie, oggi finite nel girone dei poveri.

L’ultima prova di tutto questo arriva dai prestiti bancari. Mentre la Bce si indebita (e ci indebita) stampando 80 miliardi al mese, i prestiti delle banche a famiglie e imprese continuano a diminuire. Lo sforzo per rianimare la cosiddetta economia reale è dunque tutta un’illusione a vantaggio solo di banche e colossi finanziari. Sognatevi di trovare approfondite denunce su questa triste verità nelle pagine dei giornaloni di casa nostra, così come su quelli americani tanto impegnati a piazzare alla Casa Bianca la loro Clinton quanto a nascondere le porcherie della finanza più avida di sempre. I poteri forti, come l’Unione europea, sono oggi impresentabili ai cittadini perché hanno tirato troppo la corda. E a quanto pare così continueranno, finché non si spezza.

 

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Vanno sentite le basi o è un golpe

Verrebbe da dire: “contento lui..”. La missione del presidente della Camera Roberto Fico conclusa a suo parere con esito positivo, di fatto non porta a casa niente, se non due partiti mai stati tanto divisi al loro interno. I Cinque Stelle, dove uno varrebbe uno, ma poi nei fatti contano due – Grillo e Casaleggio…

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La coerenza o il potere, che derby nel Pd!

Quando non c’è amore più grande del potere pure la dignità può diventare un optional. Nel Pd ancora a trazione renziana, asserragliato da quasi due mesi sull’Aventino e finora graniticamente contrario a qualunque accordo con i Cinque Stelle, l’incarico dato dal Capo dello Stato a Fico mette il partito davanti a un bivio: accordarsi con…

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Sentenza sulla trattativa tra Stato e mafia, altro sale sulle ferite del Paese

Inutile illudersi: siamo un Paese che non potrà mai pacificarsi politicamente. Dalla nascita della Repubblica gli scontri tra fascisti e antifascisti, poi tra democristiani e comunisti, tra Sinistra e Berlusconi e adesso tra sistema e antisistema, hanno bloccato l’Italia in una perenne guerra civile sotterranea. Siamo stati così impegnati a bastonarci tra di noi da…

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Costano caro i capricci della politica

Non c’era bisogno di Salvini che si auto-conferisce l’incarico per far scoprire a Mattarella che a Hollywood possono prendere appunti per girare un film sul “Governo più pazzo del mondo”. Mentre il Quirinale è notarile nelle sue mosse – dal rito di sapore ottocentesco delle consultazioni fino al mandato esplorativo alla Casellati come esponente della…

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Prossima tappa stanare il Pd

Sarà stata la saggezza di Mattarella, che evidentemente non tutti abbiamo, a fargli decidere di dare due giorni e non i due minuti sufficienti alla Presidente del Senato Casellati per capire quello che ormai sanno anche i sassi: i Cinque Stelle non faranno un Governo con la Lega fin quando nel Centrodestra ci starà Forza…

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Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e…

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Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

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Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per…

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Quanto conta il partito di Mattarella

Che le scaramucce tra Salvini e Di Maio siano roba seria o – come ipotizzano menti raffinate – una presa per il naso degli elettori in quanto i due leader hanno già l’accordo in tasca, l’unica cosa certa a più di un mese dalle elezioni è che non c’è pericolo di fare presto il bis.…

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La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

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