La lezione di Atene all’Europa

di Gaetano Pedullà

Domani la Grecia potrebbe aprire la prima falla in questa Europa di burocrati e banchieri. Il partito euroscettico di Tsipras è dato a un passo dalla maggioranza assoluta e se ce la farà come prima cosa manderà a casa la troika che ha affamato il Paese. Se però a vincere saranno gli altri partiti, come ieri hanno scommesso i mercati, la lezione che arriverà da questo decisivo turno elettorale per Atene può essere preziosa. A furia di stringere la cinghia, l’Europa dell’austerità ha fatto fallire la stessa idea di fondo della comunità. E presto o tardi, se non si cambierà registro, l’Unione finirà a pezzi. Non illuda dunque la mano leggera con cui Bruxelles ha allargato i criteri sulla flessibilità nei conti pubblici. E nemmeno il via libera della Bce – ancora ieri tra mille riserve dei falchi tedeschi – a un allentamento monetario che dovrebbe dare ossigeno alla disastrata economia del continente. I movimenti euroscettici, da Londra a Parigi, da Atene a Roma, crescono perché l’ottusità dei sacerdoti del rigore è dura a farsi da parte. Se l’Europa salterà non sarà colpa di Farage, della Le Pen o di Salvini, ma della Merkel e i suoi banchieri.

  • Saverio Schinzari

    Se vince Tsipras, da lunedì si aprirà un fronte che sicuramente manderà all’aria il buffone di Firenze ed il partito della nazione, di una nazione oramai infetta, detto Nazareno. Ne vedremo delle belle, con un PD fortemente ridimensionato. E ne vedremo delle belle anche in tutta Europa.

 

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