La Lorenzin corre solo se c’è il morto

di Gaetano Pedullà

Gli ospedali italiani sono una vergogna. E bisogna essere kamikaze del senso del ridicolo per dire il contrario. Nei pronto soccorso delle grandi città, soprattutto a Roma e al Sud, si fa prima a morire che a ricevere assistenza. Con i risparmi sulla sanità si è tagliato anche il più elementare spirito di umanità. Il problema però resta sempre sullo sfondo, pure sulla stampa, relegato alle cronache locali quando va bene. E dire che siamo di fronte a uno dei più grandi scandali italiani. Persone trattate come bestie proprio dove si aspettano di essere aiutate in un momento di massima fragilità, spesso anche emotiva oltre che fisica. Ospedali lazzaretti di cui non importa a nessuno, mentre la politica fa finta di niente e pensa ad altro. Tanto i medici frignano ma poi si guardano bene dal mettere Governo e Regioni con le spalle al muro. Così è evidente che all’accoglienza dei nosocomi servono più medici, più infermieri e tempi dignitosi per l’assistenza. Ma nulla si muove, nonostante siamo a ridosso dei picchi d’influenza. Aspettando il caso eclatante e le ispezioni del ministero. Sempre immediate quando però ormai c’è scappato il morto.

  • Saverio Schinzari

    Nulla si muove, a partire potremmo dire dai sindacati medici, la cui quasi totalità è in quei movimenti per far carriera e raccontare quattro frottole all’intervistatore televisivo di turno. E quando i buoi sono scappati dal recinto, poi c’è la Lorenzin che manda in gita scolastica i suoi inutili ispettori. Che avrebbero molto da ispezionare e da dire, come ugualmente i sindacati o i sindacalisti medici, squallide marionette in mano al burattinaio politico del momento, impotenti ad elaborare una strategia alternativa alla fallimentare politica sanitaria. Si sente solo parlare di razionalizzazioni, che in realtà sono chiusure vere e proprie di reparti o interi ospedali, con il vertiginoso aumento delle liste di attesa e personale sanitario costretto a lavorare alla carlona pressato dai tanti casi che attendono, e dai soloni ASL esperti nei tempi e metodi delle vecchie fabbriche degli anni sessanta. Cosa è infatti l’aumento continuo di decessi negli ospedali italiani, cara Lorenzin ? Sono figli di ritardi, inefficienze, mal practice politica che hanno imposto ad una classe medica di impotenti, ma anche legata a doppio filo agli interessi politici ai quali deve essere sovente molto grata, soluzioni delle tre carte. Le liste di attesa non possono risolversi con la farsesca apertura degli studi dei medici di famiglia 24 h / 24, signori FIMMG. Certo è molto bello e fico andare in televisione e raccontare qualche storiella da libro Cuore ai telespettatori. La realtà è ben diversa, e la sanità italiana paga soprattutto lo scotto di una classe medica inesistente nella sua totalità.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Liberalizzare il lavoro per davvero

E poi ci si meraviglia che in Italia le imprese ci pensino cento volte prima di assumere un dipendente, anche se ne hanno bisogno e il Governo mette sul piatto tanti soldi come incentivo. Sentite cosa è accaduto alle Poste, dopo che un impiegato è stato condannato in primo grado per aver portato via dalla…

Continua

Candidati senza programmi

Le sparate di Salvini, le finte primarie di Di Maio, il redivivo Berlusconi e il rimpianto di Renzi per il governo perduto. Persino la politica di queste settimane, in rampa di lancio per le prossime elezioni, emoziona come vedere una partita di calcio tra squadre di pipponi. Il motivo, che sfugge a leader troppo presi…

Continua

Candidati e ipocrisie a 5 stelle

Ci voleva la provocazione di Saviano per dare un’emozione alla scelta spintanea di Luigi Di Maio candidato premier dei Cinque Stelle. Ci fosse ancora qualche puro che non l’avesse capito, nel Movimento uno vale uno, nel senso di uno in una scala che però evidentemente sale fino a mille, dove in cima ci sono solo…

Continua

La Lega non derubi due volte

Senza soldi non si canta messa, figuriamoci se si fa politica. Matteo Salvini ha molto chiaro che il blocco dei fondi pubblici assegnati alla Lega azzoppa la sua corsa prima ancora dello start per le politiche. Il punto è che quei soldi sono in parte il frutto di un reato, benché certamente non commesso dall’attuale…

Continua

Non ci sono i leader di una volta

È incredibile come in un’epoca di grida e risse su tutto le parole più incendiarie possano essere pronunciate con la pacatezza di un signore come Graziano Delrio. Il suo partito, il Pd, aveva deciso di fare dello Ius Soli una bandiera. Renzi si è speso in lungo e largo per spiegare che riconoscere gli stessi…

Continua

Odiatori di professione sui migranti

Se io fossi… se io fossi un migrante che dall’Africa è arrivato in Europa per dare una speranza a una vita disperata, ringraziando il mare per ogni onda che non mi ha fatto naufragare… Se io fossi un bambino nero o giallo diventato uomo in una culla di bellezza come l’Italia… Se io fossi una…

Continua

I veri numeri sul lavoro sono negativi

Come darla vinta al diavolo e all’acqua santa. Gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione sono un capolavoro di diplomazia comunicativa. Le persone che non trovano un impiego aumentano, in controtendenza con l’Europa. Però se si conta chi ha un posto, ecco che saliamo ai livelli del 2008, prima della grande crisi. Chi fornisce questi numeri meriterebbe…

Continua

Sui migranti c’è un torneo dei cretini

Se un cretino si prende la scena dicendo la più stupida delle fesserie, in Italia non solo si corre tutti dietro alla fesseria, ma un attimo dopo ecco che arriva un cretino più grande che migliora la prestazione e apre il campionato di chi la spara più grossa. Il caso del momento è quello del…

Continua

Il Meeting e la fede così confusa

Non c’è più religione. E se a certificarlo è niente di meno che il Meeting di Comunione e Liberazione c’è da crederci. Riassumiamo per chi aveva di meglio da fare e si è perso le puntate precedenti. Alla passerella del movimento che ogni estate fa da barometro del potere nel nostro Paese è passato due…

Continua

La guerra dei migranti per la casa

Scappano dalla guerra a casa loro e vengono a farla qua da noi per avere a sbafo un appartamento. Detta così – e il solito becerume populista che campa sull’odio per gli immigrati ieri sui social network ha detto ben di peggio – la rivolta di ieri a Roma è intollerabile. Le cose però non…

Continua