La merce più cara è l’incertezza

di Gaetano Pedullà

Se mai servisse un buon motivo per decidere cosa è meglio tra andare presto al voto o continuare a galleggiare appesi al governo Gentiloni, si può fare un salto a Madrid e guardarsi attorno. Anche la Spagna, come noi, ha sofferto per la crisi finanziaria contagiata all’Europa dagli americani dopo il crollo della Lehman Brothers. Come noi, il Paese iberico ha pagato il conto dello spread che ha fatta ricca Berlino e più di noi gli spagnoli hanno vissuto i guai della bolla immobiliare. Ieri però il loro ministro dell’economia ha corretto le previsioni sulla crescita di quest’anno, che non sarà del 2,7 ma del 3% tondo. Per capirci: tre volte quanto speriamo di fare in Italia. Basta solo questo, più dei destini personali di Renzi, Grillo, Berlusconi e cespugli vari, a certificare che non si può perdere altro tempo con governi provvisori. Foglie di fico che i tedeschi e i mercati fanno finta di apprezzare, mentre qui rinviamo riforme e scelte radicali senza le quali oggi siamo costretto a invidiare persino i risultati spagnoli. E domani potremo solo pagare carissimo la risalita dei tassi e la fine degli aiuti Bce.

 

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Da Bruno Caccia alla Lucarelli, la tortura della giustizia lumaca

Neppure un animo incendiario come quello di Selvaggia Lucarelli ha retto alla tensione di una sentenza arrivata dopo sette anni. I giudici l’hanno assolta dal temibilissimo reato di aver sottratto da un computer le foto di una festa vip e l’imputata ha finito di scontare una tortura mediatica che comunque l’è costata più della pena…

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La povertà e le riforme mancate

Non c’è niente da fare: i numeri dicono che in dieci anni in Italia i poveri sono triplicati. E i numeri sono argomenti troppo testardi per arrendersi alle giustificazioni di chi ci ha governato. Certo, abbiamo attraversato la crisi dello spread e quella delle banche, ma se siamo qui è chiaro che le nostre ricette…

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Vitalizio, un privilegio che offende il buonsenso

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Marchionne premier, sì nella Repubblica delle banane modello Fiat

Criticare i colleghi non è bello, e se sono colleghi molto più bravi e autorevoli lo è ancora di più, ma La Notizia è un giornale sopra le righe e allora lasciatecelo dire che ieri i direttori di Libero e Il Tempo oltre a deluderci ci hanno rafforzato nella convinzione che il Centrodestra italiano è…

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Gentiloni? Un Governo che scalda la sedia

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Il riscatto del gaffeur Juncker

Se c’è al mondo un personaggio politico che non dovrebbe mai evocare il senso del ridicolo questo è Jean-Claude Juncker. Gaffeur professionista, non raro ad alzare il gomito, mise la faccia e il nome su un piano di 300 miliardi di euro per uscire dall’austerità. Abbiamo visto quanto poco è servito, ma per ora resiste…

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Che banali gli odiatori di Rodotà

La morte di questo “marimbarza”, scritto così alla romana. C’è anche questo messaggio sulla pagina Facebook della Notizia, dove i lettori si sfogano e ne dicono di tutti i colori, anche su questo giornale. Lo spazio delle idee è sacro e ci prendiamo i nostri insulti, talvolta pure meritatamente. Lo sfregio a Stefano Rodotà però…

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Trasporti, una vacanza travestita da sciopero

Ci fossero in Italia sindacati veri, capaci di stare dalla parte dei lavoratori ma anche dei cittadini, sarebbero questi i più incazzati per il Paese preso oggi in ostaggio. Quattro siglette di cui nessuno sa niente hanno deciso tutto insieme il blocco di treni, aerei, autobus e metropolitane. Ovviamente la gran parte dei lavoratori non…

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Stipendi Rai, deroga disgustosa

A fare il direttore generale della Rai così come ha iniziato Mario Orfeo sono bravi tutti. La tv pubblica esempio del cambiamento renziano del Paese sta diventando invece l’emblema della rottamazione fallita. E ora c’è pure la prova che il manager arrivato dalla Leopolda, Antonio Campo Dall’Orto, non è stato silurato per la storia degli…

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