La pericolosa dittatura dei mercati

di Gaetano Pedullà

Non avranno la scheda elettorale, ma il voto dei mercati finanziari è sempre più evidente e pericoloso per la nostra democrazia. Negli Stati Uniti, dove i presidenti possono cadere per un giochino erotico ma mai perché quattro banche si mettono d’accordo e fanno volare lo spread, la lezione è stata esemplare. Tutti i poteri finanziari stavano con la Clinton e il voto popolare se n’è ampiamente fregato. In Italia, dove invece nel 2011 bastò un’impennata dei tassi per far cadere il governo democraticamente eletto di Berlusconi (che piaccia o no in questo ragionamento è irrilevante) i poteri economici internazionali pretendono di decidere anche sulla Costituzione, mettendo ancora una volta gli italiani con le spalle al muro. Il terrorismo finanziario di giornali come il Financial Times, che minaccia il fallimento di otto banche in caso di vittoria del No al referendum, è un classico caso di ingerenza sulla sovranità del nostro Paese e sul diritto degli italiani di scegliere (e non farci dettare) il destino che vogliamo. Per far vedere che non scherzano, ieri le Borse sono andate giù. Un ricatto a cui cedere rischia però di essere molto più costoso.

 

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Turismo, una miniera che l’Italia non sfrutta

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Da ora il Pd non sarà più lo stesso

L’ultimo dei grandi partiti politici sopravvissuto sotto falso nome al Novecento sta per implodere. Un crollo dall’interno, visto che all’esterno il Pd – erede della tradizione storica del Pci – è ancora la principale forza politica e azionista di riferimento del Governo. Il renzismo, che ha usato l’alibi della modernizzazione per imporre il suo modello…

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Lo stipendio per tutti è un’illusione

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Minacciare la stampa. La passione dei Cinque Stelle

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Caro Euro, il prezzo non è giusto

Non ha torto Mario Draghi quando dice che l’Euro tiene unita l’Europa in tempi di chiusure nazionali. Il punto è se questo stare insieme non stia diventando una prigione. E la moneta una catena. L’Euro, che il numero uno della Bce giura essere una scelta irreversibile, non ha garantito allo stesso modo tutti i Paesi che…

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La sindaca Raggi non vale il Movimento

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Le dimissioni della Raggi, un epilogo inevitabile

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Caso Moretti, Finmeccanica non diventi una barzelletta

Mauro Moretti ha dimostrato di essere un abile manager. Alla guida di Ferrovie e Finmeccanica ha risanato e chiuso buoni bilanci. Come tutti i capo azienda ossessionati dai risultati, ha tagliato i servizi meno remunerativi – e i pendolari che viaggiano in treno sanno di che si parla – e la spesa per manutenzioni e…

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