La pericolosa dittatura dei mercati

di Gaetano Pedullà

Non avranno la scheda elettorale, ma il voto dei mercati finanziari è sempre più evidente e pericoloso per la nostra democrazia. Negli Stati Uniti, dove i presidenti possono cadere per un giochino erotico ma mai perché quattro banche si mettono d’accordo e fanno volare lo spread, la lezione è stata esemplare. Tutti i poteri finanziari stavano con la Clinton e il voto popolare se n’è ampiamente fregato. In Italia, dove invece nel 2011 bastò un’impennata dei tassi per far cadere il governo democraticamente eletto di Berlusconi (che piaccia o no in questo ragionamento è irrilevante) i poteri economici internazionali pretendono di decidere anche sulla Costituzione, mettendo ancora una volta gli italiani con le spalle al muro. Il terrorismo finanziario di giornali come il Financial Times, che minaccia il fallimento di otto banche in caso di vittoria del No al referendum, è un classico caso di ingerenza sulla sovranità del nostro Paese e sul diritto degli italiani di scegliere (e non farci dettare) il destino che vogliamo. Per far vedere che non scherzano, ieri le Borse sono andate giù. Un ricatto a cui cedere rischia però di essere molto più costoso.

 

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Viale Mazzini, la solita telenovelas

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Nodo fatale tra politica e banche

Se avesse cambiato veramente mestiere, come sostiene Matteo Renzi, l’ex direttore di Corsera e Sole 24Ore Ferruccio De Bortoli avrebbe dimostrato un gran fiuto anche come addetto al marketing librario, oltre che come giornalista. L’episodio dell’allora ministro Maria Elena Boschi che intercede con l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, per fargli comprare la Banca Etruria…

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Una politica che abdica ai magistrati

In un Paese civile la politica fa le leggi e i magistrati le applicano. Da noi c’è poco da fare. La politica è debole e lenta. Se si muove lo fa solo per le sue battaglie di potere e anche per questo è sempre più distante dai cittadini. Nel vuoto normativo – il che ha…

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L’altra rotta dei missili contro Matteo

Ferruccio De Bortoli è un grande giornalista, amato dai poteri forti che non erano in vacanza quando è stato nominato due volte alla direzione del Corsera. Poteri forti che sui pasticci delle nostre banche la sanno lunga, anche per aver concesso il fiume di miliardi finiti poi in fumo, con il conto lasciato a migliaia…

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Raggi manda Zingaretti al cassonetto

Ce l’hanno tanto con le fake news ma non c’è giorno che non ne inventino una. I giornalisti del New York Times ancora ridono dopo che Beppe Grillo li ha sostanzialmente definiti degli impostori per un articolo sui vaccini. Non è vero che i Cinque Stelle sono contrari, ha strillato l’ex comico, bollando la notizia…

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Alitalia, facciamo volare la prodigalità

Quando c’è di mezzo l’Alitalia la regola è non badare a spese. Da sempre, nei suoi settanta anni di storia, la Compagnia ha vissuto al di sopra delle sue e delle nostre possibilità. Perché questa azienda l’abbiamo pagata e ripagata tante volte. Gli sprechi e l’abbraccio mortale con la politica l’hanno ridotta nella situazione che…

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Informazione mai tanto in ostaggio

Queste sì che sono soddisfazioni. L’Italia guadagna 25 posizioni nella classifica più farlocca del pianeta: sulla libertà di stampa siamo passati dal 77 al 52esimo posto. Un balzo in avanti che già da solo la dice lunga su come è compilata questa graduatoria. E d’altra parte chi può battere i giornalisti sul terreno delle fake…

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Battaglia oscurantista sulla salute

Non c’è niente di più oscurantista delle guerre di religione. Se Mao definiva le fedi l’oppio dei popoli, non serve un approccio particolarmente laico e ragionante per definire folli quei sedicenti martiri che si fanno esplodere in odiosi attentati o si fanno ammazzare dopo aver affidato ai loro kalashnikov la nuova semina di odio e…

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La mazzetta non è più un problema

Dopo avergli ridotto i poteri, il Governo ha promesso di rimediare. L’avviso però è chiaro: saltate le teste dei manager di Stato non ortodossi al verbo renziano e spedito lo sfratto al direttore generale della Rai, prossimamente a togliere il disturbo dovrà essere Raffaele Cantone, il magistrato che l’ex premier aveva trasformato in una sorta…

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Dal Governo un brodino che è veleno

Un’altra occasione sprecata. Se l’Italia è dove la vediamo, in coda a tutte le classifiche della crescita e del benessere, è perché sbattere la testa contro il muro non ci basta. Aspettiamo che si rompano i mattoni mentre invece ci siamo giocati il cervello. E dire che anche le pietre hanno capito cosa ci serve:…

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