La politica degli insulti non paga

di Gaetano Pedullà

La politica degli insulti ci regala una nuova perdibilissima pagina con Beppe Grillo che dà del cialtrone a Renzi. Di argomenti il fondatore dei Cinque Stelle ne ha quanti ne vuole, ma ogni scalino che si scende nella civiltà del confronto politico è un gradino che non si risale più. La lite su quanti voti ha preso in più o in meno il Movimento lascia d’altronde il tempo che trova. I verdetti che contano nelle tornate amministrative sono quelli dei ballottaggi. Un’elezione completamente diversa dal primo turno, dove i voti conquistati solo due settimane prima vengono azzerati e si riparte da zero. La polemica dimostra quindi un forte nervosismo per i colpi bassi che gli schieramenti di questa Italia politicamente tripolare – Pd, Cinque Stelle e partiti di Centrodestra – minacciano di darsi. Salvini pronto ad allearsi con chiunque pur di battere Renzi, Sala e Parisi che schiacciano l’occhio ai grillini, la Raggi e l’Appendino che a Roma e Torino temono la confluenza dei voti moderati verso i candidati Pd, sono le variabili possibili di un ballottaggio dove può succedere di tutto. Tranne vedere i nostri politici che si confrontano senza insultarsi.

 

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Stipendi Rai, deroga disgustosa

A fare il direttore generale della Rai così come ha iniziato Mario Orfeo sono bravi tutti. La tv pubblica esempio del cambiamento renziano del Paese sta diventando invece l’emblema della rottamazione fallita. E ora c’è pure la prova che il manager arrivato dalla Leopolda, Antonio Campo Dall’Orto, non è stato silurato per la storia degli…

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A Berlusconi accuse senza fretta

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Stavolta Beppe non fa ridere

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Una riforma elettorale repellente

Dire una cosa giusta per farne una sbagliata. Su cosa pensano gli italiani della legge elettorale Beppe Grillo ci ha preso in pieno: nessuno l’ha capita e a nessuno frega di capirne. Il distacco dalla politica è siderale e per riallacciare il filo con gli elettori si poteva solo restituirgli il diritto esclusivo di scegliere…

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Riina libero ma solo se si pente

Dalla Direzione Antimafia a uno dei magistrati simbolo della lotta alle mafie, il procuratore Gratteri, sino a molti politici e alla sollevazione sui social network, è tutto un coro di No alla possibilità che il capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, sia scarcerato per andare a morire in casa sua. A 86 anni…

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La merce più cara è l’incertezza

Se mai servisse un buon motivo per decidere cosa è meglio tra andare presto al voto o continuare a galleggiare appesi al governo Gentiloni, si può fare un salto a Madrid e guardarsi attorno. Anche la Spagna, come noi, ha sofferto per la crisi finanziaria contagiata all’Europa dagli americani dopo il crollo della Lehman Brothers.…

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Flavio Insinna e tutti noi fessi come lui

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Sciacalli e buonisti pari sono

L’Isis festeggia. Un altro tassello del mosaico d’odio che raffigura la guerra all’Occidente è andato vigliaccamente al suo posto. In Inghilterra l’orrore si è riversato sui giovanissimi, la generazione più aperta all’integrazione e allo scambio culturale tra i popoli. I ragazzi francesi (e di mezza Europa) al Bataclan di Parigi e i teenager del concerto…

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