La povertà e le riforme mancate

di Gaetano Pedullà

Non c’è niente da fare: i numeri dicono che in dieci anni in Italia i poveri sono triplicati. E i numeri sono argomenti troppo testardi per arrendersi alle giustificazioni di chi ci ha governato. Certo, abbiamo attraversato la crisi dello spread e quella delle banche, ma se siamo qui è chiaro che le nostre ricette economiche e sociali non hanno funzionato. La politica ha le maggiori responsabilità, perché non è riuscita a riformare e ammodernare il Paese. La rete di protezione dell’economia costruita dall’Europa è servita fino a un certo punto e oggi somiglia più a una camicia di forza che a una corazza. Lo Stato garantisce la libertà d’intraprendere, ma il pensiero liberale è una bella aspirazione, i vincoli fiscali, burocratici, competitivi una brutta realtà. Con Papa Francesco e poche altre eccezioni a dirci che per uscire dal baratro dobbiamo cambiare. Non con promesse mai mantenute, come rottamazione e meritocrazia, ma con contenuti solidi: meglio far lavorare i giovani che gli anziani, il sindacato pensi agli operai e non al potere, sia dato a Cesare quel che è di Cesare, ma il resto a tutti gli altri.

 

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L’inutile guerra a Bettino

Un Paese che guarda avanti utilizzando gli occhiali del passato. E per questo sbatte regolarmente la testa al muro. Non bastassero i problemi che abbiamo, se per un giorno non c’è motivo di polemizzare e di dividerci, ecco che lo costruiamo in quattro e quattr’otto, a costo di spostarci con la memoria alla tangentopoli di…

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Il fantastico Centro per l’impiego

In Italia un centro per l’impiego come quello che aprono oggi i Cinque Stelle non si era visto mai. I posti in palio sono decine e la paga non è male. Nessuna paura se non si dispone di un gran curriculum: basterà che votino un po’ di buoni amici e il gioco è fatto, si…

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

Se l’Italia è il Paese dei furbi che conosciamo parte della colpa è di una Giustizia che si fa fatica a comprendere, oltre che sentire giusta. E come credere davvero che la Legge sia uguale per tutti quando sentiamo da una parte il pm Di Matteo risalire agli Assiri e ai Babilonesi pur di incastrare…

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Fake news e altre promesse

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai. Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre…

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La fortuna dei manager perplessi

La tassa sui sacchetti dell’ortofrutta non smette di stupire, non solo per l’approssimazione con cui si è fatta la norma, perfetta per fare incassare i produttori, molto meno per ridurre l’inquinamento. Renzi e il Pd hanno difeso a spada tratta l’iniziativa, senza spiegare però – se è così nobile – per quale motivo l’hanno infilata…

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I voti del Pd gettati via a sacchetti

Matteo Renzi non ci sta a prendersi le maledizioni dei consumatori, centuplicate dai social network, per la norma che fa pagare le bustine dell’ortofrutta. L’esborso ha una nobile motivazione di politica ambientale – rivendica l’ex premier – ed è una fake news che il Parlamento abbia favorito una specifica azienda, facendo riferimento alla Novamont guidata…

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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