La stampa militante si è smarrita. Ormai pensa solo a mettere in cattiva luce l’Esecutivo

di Gaetano Pedullà

Una delle prime cose facili facili che si insegnano agli studenti di diritto è l’interpretazione autentica del legislatore. Per chi non ha calcato le aule delle Università, si tratta del parere che è possibile chiedere direttamente alla fonte della legge, cioè il Parlamento, nel caso in cui sorgano equivoci sul significato di una norma. Una volta ottenuto il chiarimento non si torna però a dubitarne, e che piaccia o no si prende atto di quanto deciso. Passando dalle Camere al Governo, ieri abbiamo assistito alla costante negazione di una precisa determinazione, nonostante a un certo punto sia stata pure confermata direttamente dal premier Conte: oggi si svolgerà il Consiglio dei ministri e vi saranno i decreti su Reddito di cittadinanza e Quota cento. I provvedimenti, com’è ovvio immaginare, sono tecnicamente complessi e martoriati dalla ristrettezza delle risorse disponibili, quindi è naturale che siano stati limati fino all’ultimo dai tecnici dei ministeri, ma la reiterata pubblicazione di uno slittamento, ignorando quanto comunicato da Palazzo Chigi, è la prova che una certa informazione militante pensa ormai solo a mettere in cattiva luce l’Esecutivo, a costo non solo di interpretare a piacimento i fatti ma anche di nasconderli. In questo clima, i due provvedimenti bandiera di Cinque Stelle e Lega, per i quali milioni di elettori hanno dato il loro consenso, arrivano al capolinea. A usufruirne saranno moltissimi cittadini, indipendentemente dal loro orientamento politico. Orientamento che certa stampa ha del tutto smarrito.

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