La tempesta sui mercati non è passata

di Gaetano Pedullà

La frase celebre è quella che paragona le Borse agli orologi rotti: pure questi due volte al giorno segnano certamente l’ora esatta. Per tutto l’altro tempo però scordiamoci che ci azzecchino. Come sta accadendo sui mercati, dove il prezzo dei titoli non c’entra più niente con il reale valore degli stessi, ma è frutto di speculazioni e umori che cambiano continuamente. Il risultato è quello che abbiamo visto ieri, quando le prevedibili rassicurazioni di Mario Draghi sono state l’alibi perfetto per innescare giganteschi rialzi azionari dopo gli altrettanto ripidi ribassi dei giorni prima. E dire che tutti sanno quanto il presidente della Bce sostenga una politica di accomodamento monetario ferocemente contestata nel suo stesso board. Tutti sanno che a Francoforte tra il dire e il fare possono passare mesi. E tutti sanno che nessun capo di una banca centrale può dire in conferenza stampa quanto preoccupi la montagna di crediti inesigibili delle banche. I mercati allora sì che crollerebbero. Perciò ci si è accontentati della promessa Bce di possibili azioni future. Infilando la testa sotto la sabbia. E sperando fatalmente che la tempesta sia passata.

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