L’attesa fatale dell’Europa

di Gaetano Pedullà

Lo Stato Islamico non farà prigionieri. Né tra gli infedeli occidentali, né tra i mussulmani che non siano della giusta etnia. Il finimondo che sta sconvolgendo il mondo arabo non è infatti solo una guerra di religione, ma prima di tutto un regolamento di conti tra i ceppi sunnita e sciita, in conflitto dalle origini dell’Islam. Senza curarsi di aprire ogni giorno un fronte nuovo, il Califfato ha dichiarato la guerra totale. Dalla Siria all’Iraq, dalla Libia alla Tunisia e allo Yemen, ormai l’Isis tiene in scacco un territorio vastissimo. Non siamo più di fronte a terrorismo ma a un modello con una forza di attrazione senza precedenti. Il fanatismo che si fa nazione e col suo esercito sfida il mondo intero. Se le Nazioni Unite avessero spina dorsale non perderebbero un attimo ad attaccare quello che è lo stereotipo del suo nemico. E invece assistiamo immobili alle stragi di cristiani così come a quelle nelle moschee, aspettiamo il prossimo attacco come una fatalità, quasi fosse un terremoto o un’alluvione. Pure l’agguato a Charlie Hebdo, nel cuore dell’Europa, è già perdonato. Un’Europa così faccia però il piacere di non presentarsi col suo ipocrita cordoglio quando sarà ora del prossimo attentato.

 

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

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Fake news e altre promesse

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai. Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre…

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La fortuna dei manager perplessi

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I voti del Pd gettati via a sacchetti

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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