L’autogol che fa vincere la Boschi

di Gaetano Pedullà

In guerra e in amore sarà tutto permesso ma in politica no. Qui l’obiettivo è fare il meglio per i cittadini e confondere le acque con polemiche pretestuose non aiuta certo a capire da che parte stare quando c’è da fare una scelta. Comunque si veda il referendum sulla Costituzione e qualunque cosa si pensi di un ministro diventato oggettivamente ingombrante come la Boschi, il linciaggio per il viaggio di Stato in America latina è un autogol del fronte del No.

Secondo le accuse, la responsabile delle riforme è andata all’estero a farsi propaganda per il voto del quattro dicembre a spese dei contribuenti. Uno scandalo, insomma, che di scandaloso ha solo la faziosità delle critiche al ministro. La Boschi ha legato il suo nome alla nuova legge, non è andata ad eventi di partito ma a spiegarne i contenuti a una nostra comunità all’estero e sarebbe assurdo che chiedesse di votarle contro. Il suo ruolo di componente del governo le consente di fare questi viaggi a spese dello Stato come lo consentirà a chi sarà domani nella stessa condizione. Una contestazione che sa tutta di scusa e che non rafforza, ma semmai indebolisce, le ragioni del No alla riforma.

  • iosoio

    a pedullà ma che cazzo dici! Stesso viaggio dovrebbe essere pagato anche a chi vota NOOOOOOOO

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Che banali gli odiatori di Rodotà

La morte di questo “marimbarza”, scritto così alla romana. C’è anche questo messaggio sulla pagina Facebook della Notizia, dove i lettori si sfogano e ne dicono di tutti i colori, anche su questo giornale. Lo spazio delle idee è sacro e ci prendiamo i nostri insulti, talvolta pure meritatamente. Lo sfregio a Stefano Rodotà però…

Continua

Trasporti, una vacanza travestita da sciopero

Ci fossero in Italia sindacati veri, capaci di stare dalla parte dei lavoratori ma anche dei cittadini, sarebbero questi i più incazzati per il Paese preso oggi in ostaggio. Quattro siglette di cui nessuno sa niente hanno deciso tutto insieme il blocco di treni, aerei, autobus e metropolitane. Ovviamente la gran parte dei lavoratori non…

Continua

Stipendi Rai, deroga disgustosa

A fare il direttore generale della Rai così come ha iniziato Mario Orfeo sono bravi tutti. La tv pubblica esempio del cambiamento renziano del Paese sta diventando invece l’emblema della rottamazione fallita. E ora c’è pure la prova che il manager arrivato dalla Leopolda, Antonio Campo Dall’Orto, non è stato silurato per la storia degli…

Continua

A Berlusconi accuse senza fretta

Riina libero e Berlusconi mafioso. Mentre un manipolo di miracolati dai partiti affonda la legge elettorale per tenersi fino all’ultimo la poltrona in Parlamento, cosa nostra irrompe nel pantano della politica. Era già successo nel ’93, con la bomba di Capaci scoppiata nel bel mezzo di un’elezione del Capo dello Stato finita in stallo. Stavolta…

Continua

In panchina Grasso si scalda

È bastato un banale emendamento per far capire che non era aria. L’accordo dei leader sulla legge elettorale non poteva reggere. Generali senza esercito, Renzi e Berlusconi hanno truppe alle quali si chiedeva di suicidarsi approvando una riforma che lascia quasi tutti fuori dal prossimo Parlamento. Un futuro incerto che deve aver messo paura anche…

Continua

Stavolta Beppe non fa ridere

Beppe Grillo deve essersi ricordato il mestiere che faceva prima di scoprirsi statista ed è tornato a fare il comico. La gag sulla legge elettorale però non gli è riuscita benissimo. Certo, dall’accordo con Renzi e Berlusconi stava venendo fuori una tale schifezza che l’improvvisa marcia indietro ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla…

Continua

Una riforma elettorale repellente

Dire una cosa giusta per farne una sbagliata. Su cosa pensano gli italiani della legge elettorale Beppe Grillo ci ha preso in pieno: nessuno l’ha capita e a nessuno frega di capirne. Il distacco dalla politica è siderale e per riallacciare il filo con gli elettori si poteva solo restituirgli il diritto esclusivo di scegliere…

Continua

Riina libero ma solo se si pente

Dalla Direzione Antimafia a uno dei magistrati simbolo della lotta alle mafie, il procuratore Gratteri, sino a molti politici e alla sollevazione sui social network, è tutto un coro di No alla possibilità che il capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, sia scarcerato per andare a morire in casa sua. A 86 anni…

Continua

La merce più cara è l’incertezza

Se mai servisse un buon motivo per decidere cosa è meglio tra andare presto al voto o continuare a galleggiare appesi al governo Gentiloni, si può fare un salto a Madrid e guardarsi attorno. Anche la Spagna, come noi, ha sofferto per la crisi finanziaria contagiata all’Europa dagli americani dopo il crollo della Lehman Brothers.…

Continua

Flavio Insinna e tutti noi fessi come lui

Ma come? Con il G7 che comincia, con le bombe all’ex premier in Grecia e le stragi di bambini buoni a Manchester e dei bambini altri nel Mediterraneo, vogliamo occuparci del signor Flavio Insinna e della brutta figura che ha fatto nei fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia? Sì, ce ne occupiamo perché questa…

Continua