L'Editoriale

L’autorete di Alfano sui prefetti

Il Governo chiede di sistemare in qualche modo gli immigrati, ma poi se scoppiano disordini perché i vicini non gradiscono la colpa è loro. Troppo facile. Ed ecco che dopo il metrò e l’Ikea adesso a voler protestare sono pure le prefetture. Siamo maestri nello scaricare le responsabilità e i nostri politici campioni del mondo. Proprio mentre l’Europa ci bastona, riducendo da 40 a 32mila le quote dei migranti sbarcati in Italia che vanno redistribuiti nei diversi Paesi, il Governo restituisce il colpo nella direzione sbagliata. Anziché mettere con le spalle al muro i nostri partner, si trasferisce il prefetto di Treviso o si lascia senza protezione il prefetto di Roma insultato platealmente da un politico qualunque delle Marche. Sugli immigrati l’Italia e l’Europa hanno politiche troppe deboli per resistere a un esodo biblico da una parte e ai populismi dall’altra. Ma cercare nei prefetti il capro espiatorio è più di una carognata. Si cerca il consenso a corto raggio, gettando un osso alle comunità locali sul piede di guerra, a costo però di sacrificare la credibilità e il ruolo di un presidio fondamentale sul territorio. Dagli al prefetto! Perfetto!