L’autorete di Alfano sui prefetti

di Gaetano Pedullà

Il Governo chiede di sistemare in qualche modo gli immigrati, ma poi se scoppiano disordini perché i vicini non gradiscono la colpa è loro. Troppo facile. Ed ecco che dopo il metrò e l’Ikea adesso a voler protestare sono pure le prefetture. Siamo maestri nello scaricare le responsabilità e i nostri politici campioni del mondo. Proprio mentre l’Europa ci bastona, riducendo da 40 a 32mila le quote dei migranti sbarcati in Italia che vanno redistribuiti nei diversi Paesi, il Governo restituisce il colpo nella direzione sbagliata. Anziché mettere con le spalle al muro i nostri partner, si trasferisce il prefetto di Treviso o si lascia senza protezione il prefetto di Roma insultato platealmente da un politico qualunque delle Marche. Sugli immigrati l’Italia e l’Europa hanno politiche troppe deboli per resistere a un esodo biblico da una parte e ai populismi dall’altra. Ma cercare nei prefetti il capro espiatorio è più di una carognata. Si cerca il consenso a corto raggio, gettando un osso alle comunità locali sul piede di guerra, a costo però di sacrificare la credibilità e il ruolo di un presidio fondamentale sul territorio. Dagli al prefetto! Perfetto!

 

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Un Paese che guarda avanti utilizzando gli occhiali del passato. E per questo sbatte regolarmente la testa al muro. Non bastassero i problemi che abbiamo, se per un giorno non c’è motivo di polemizzare e di dividerci, ecco che lo costruiamo in quattro e quattr’otto, a costo di spostarci con la memoria alla tangentopoli di…

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Il fantastico Centro per l’impiego

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Fake news e altre promesse

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La fortuna dei manager perplessi

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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