Le armi dell’America profonda

di Gaetano Pedullà

Le azioni della Smith e Wesson che volano in Borsa proprio mentre Obama annuncia il piano per limitare le armi negli Usa la dicono lunga sui valori forti degli americani. Le lacrime del presidente per una strage senza paragoni, con 30mila morti l’anno, sono acqua che scivola sui vetri di una convinzione fortemente radicata. Il diritto all’autodifesa, soprattutto nell’America profonda, è un valore irrinunciabile. E se a questo si aggiunge il lavoro martellante delle potenti lobby dei costruttori di pistole e fucili, ecco che i buoni propositi rischiano di limitarsi a misure provvisorie e di scarsa efficacia. C’è infatti una vasta area del Paese che non è disposta a rinunciare ai diritti e all’identità di sempre. Quella parte del Paese – si potrebbe definire la pancia degli Stati Uniti – alla quale si rivolge Donald Trump arrivando a proporre ricette paradossali: dal divieto di ingresso degli islamici negli Usa alla costruzione di un muro con il Messico. Per noi europei, proposte populiste e quasi ridicole. Ma negli States su certi temi non si scherza. Per questo la corsa alla Casa Bianca, con la democratica Hillary Clinton favorita, è dall’esito tutt’altro che scontato.

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