Le nomine al Consiglio superiore di Sanità. Ipocrisia su politica e scienza

di Gaetano Pedullà

Parlano di scienza ma la storia che ci raccontano è di fantascienza. Ieri un manipolo di parlamentari del Pd, la loro gazzetta di riferimento – la Repubblica – e qualche professorone di complemento si sono indignati per la richiesta della ministra Grillo di sapere se i luminari che deve nominare nel prossimo Consiglio superiore di Sanità appartengano a quale parrocchia politica. Pd, la Repubblica e professoroni avevano scoperto – da bravi scienziati – che i 5 Stelle si sono dati ai dossieraggi. Senza essere altrettanto sapientoni e limitandoci a osservare con onestà intellettuale la realtà, la scoperta scientifica del secolo sarebbe stata trovare un solo barone universitario arrivato a ricoprire certi incarichi ministeriali senza aver mai avuto l’appoggio della politica o, peggio, delle lobby scientifiche con le associazioni accademiche che ne presidiano le carriere e gli interessi economici dell’industria di settore. Lasciamo perdere il Pd, che ormai è lo scendiletto di qualunque potere forte, tanto da aver già arruolato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, solo casualmente sposato con la figlia del maestro della scuola di Igiene di Napoli, Bruno Angelillo, e da ieri speriamo presentissimo consulente per la ricerca del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Ma da la Repubblica, che ha contribuito a formare la coscienza riformista del nostro Paese e perciò è stato per decenni il riferimento della società più avanzata e intellettualmente sana, adesso veder difendere qualunque status quo spiega insieme la crisi a Sinistra di elettori e lettori.

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