Liberalizzare il lavoro per davvero

di Gaetano Pedullà

E poi ci si meraviglia che in Italia le imprese ci pensino cento volte prima di assumere un dipendente, anche se ne hanno bisogno e il Governo mette sul piatto tanti soldi come incentivo. Sentite cosa è accaduto alle Poste, dopo che un impiegato è stato condannato in primo grado per aver portato via dalla cassaforte 15mila euro. L’azienda ha atteso la decisione del giudice e subito dopo ha licenziato il lavoratore infedele. Il signore ha fatto ricorso e un giudice gli ha dato ragione, costringendo la società pubblica a riprendere il dipendente e pagargli pure gli stipendi dei mesi in cui non ha lavorato e le spese legali. Il motivo? Poste doveva licenziare subito il presunto ladro e non aspettare la sentenza. In punta di diritto l’esperto giuslavorista Pietro Ichino ci spiega in un intervento nelle pagine interne che l’appiglio giuridico c’è, ma l’applicazione della legge che fanno molto spesso i giudici del lavoro è fuori dal mondo. E siccome il caso di cui parliamo – per quanto estremo – non è isolato e fa scopa con mille altre situazioni di rottura nei rapporti tra un dipendente e la sua azienda, ecco spiegata la paura di molti imprenditori nel fare nuove assunzioni. Adesso si dirà che c’è il Jobs Act, che ci sono abusi dei datori di lavoro e che le tutele sono state attenuate. Vero, ma se poi va in onda uno spot come quello di cui abbiamo appena parlato, si torna tutti con i piedi per terra, alla realtà dei contenziosi del lavoro dove il dipendente ha sempre ragione. E quando raramente perde lo fa con le tasche piene.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Un’infinita ipocrisia sulle banche

Maria Elena Boschi non si può dimettere. Non può farlo perché toglierebbe il giochino preferito ai suoi nemici, ma soprattutto perché arrendersi significherebbe ammettere di aver favorito la sua famiglia nel crollo di Banca Etruria, mentre da quanto emerso finora non c’è la pistola fumante e nemmeno una pallottola che provi tale accusa. Non ha…

Continua

Gentiloni e gli auguri migliori

Ci sono compleanni in cui c’è poco da festeggiare. Ma per il primo anno di Governo Gentiloni non è stato possibile trovare un solo fatto qualificante del suo Esecutivo, se non l’essere sopravvissuto. Lasciamo perdere gli effetti speciali a cui ci aveva abituato Renzi, roba come il Jobs Act, che solo a parlarne ci sentivamo…

Continua

Non giocare col fuoco palestinese

Il conto da pagare è arrivato subito, e solo il dilettantismo del fanatico di turno ha evitato l’ennesima strage. La bomba esplosa ieri a New York poteva fare infatti ben altri danni, aggiungendo altro sangue a quello versato nello scorso fine settimana in Cisgiordania, con due morti e centinaia di feriti per la sollevazione palestinese…

Continua

Il lettone di Putin per Grillo

Ora che sappiamo dal vice di Obama che la Russia aiutava elettoralmente la Lega e i Cinque Stelle abbiamo più chiaro perché i democratici sono stati accompagnati fuori dalla Casa Bianca. Per noi ingenui lettori delle cose internazionali, il monarca assoluto di Mosca, Vladimir Putin, regalava lettoni per nottate eleganti a Berlusconi e non a…

Continua

Intolleranza e nuovi fascismi: la Democrazia non è infrangibile

Diciamo la verità: il capo della polizia Franco Gabrielli che definisce il blitz di Forza nuova a Repubblica più grave della bomba esplosa davanti alla caserma dei carabinieri a San Giovanni ci ha ricordato quei filmetti anni ’80 con Lino Banfi sulla mitologica rivalità tra le nostre forze dell’ordine. I due episodi di questi giorni…

Continua

La mafia non è il cacao meravigliao

Diciamo subito che questa storia più che odorare di caffè puzza di bufala. La figlia di Totò Riina, che non ha ancora finito di piangere il padre e si mette a commercializzare un marchio di caffè con il nome del poco illustre genitore è la classica boutade da buontemponi della rete. Che si tratti però…

Continua

Sul credito più politica che verità

Quando parte l’onda giustizialista non importa se si è guardie o ladri, e nemmeno magistrati. La folla mandò in croce Gesù Cristo, figuriamoci se si prende pena per chi è immaginato come un potente, capace di difendersi da se, quando non di mandare al rogo i suoi nemici. E invece la gogna messa al procuratore…

Continua

Più del Pil cresce il rancore

La forbice che si allarga tra ricchi e poveri taglia ogni argomento di chi gioisce per la minuscola ripresa economica. Sarà pur vero che il prodotto interno è aumentato dell’uno e cocci per cento, ma come nella media di Trilussa sul pollo mangiato a testa da ciascuno, c’è chi ha fatto indigestione e chi non…

Continua

Perseguitare il Cavaliere ne fa un eroe

I processi a Berlusconi non finiscono mai. Che lo riteniate un santo o il male assoluto, non si sfugge dal fatto che un Paese civile non può tenere quattro tribunali e altrettante Procure impegnate otto anni per gli affari di letto di un signore che oggi di anni ne ha 81. Un caso giudiziario che…

Continua

Sul fine vita pure il Pd è indecoroso

Figuriamoci se a un giornale come La Notizia non piaccia da morire il politicamente scorretto, ma quella di Matteo Salvini sul fine vita è una delle battute più infelici pronunciate da un leader di partito negli ultimi anni. Spiegandoci che preferisce occuparsi di vivi e non di morti, il segretario della Lega abdica per manifesta…

Continua