L’inevitabile resa dei conti nel Pd

di Gaetano Pedullà

Altro che scuse alla Bindi. Il Pd al quale la presidente della Commissione antimafia chiede un gesto riparatore tra qualche giorno la butterà fuori dal partito. Sempre che la stessa non faccia il bel gesto di andarsene prima lei. Non serviva la querela del neo governatore De Luca per capire che il diavolo e l’acqua santa insieme non possono stare. E se Renzi vuole davvero andare avanti nelle riforme non può più permettersi una tale opposizione interna che frena. Consentire ai Fassina, alle Bindi e al resto della ditta di non rispettare la più elementare disciplina di partito non è segno di altissima democrazia, ma di follia. Ieri è costato un iter infinito per le riforme in Parlamento, oggi costa al Pd la Liguria e domani costerà la testa al premier. L’8 giugno c’è la direzione del partito. In quella sede Renzi dovrà tirare fuori un piano. E gli attributi. Ormai è chiaro che attendere l’uscita dei dissidenti è illusione. Vogliono essere buttati fuori per poi fare le vittime. E magari andarsi a prendere alle prossime elezioni quel 3% che li riporta marginali in Parlamento. Disegni personalistici per i quali si oppongono alle riforme. Fregandosene del Paese.

 

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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Impariamo la lezione catalana

Hanno poco da festeggiare gli indipendentisti riusciti a conservare la maggioranza in Catalogna. Lo strappo con Madrid ha gettato le basi per un arretramento della regione, non solo sotto l’aspetto economico. Se il tentativo di scissione finito con la fuga del leader Puigdemont ha fatto scappare anche molti investitori, banche e imprese, le elezioni di…

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