L’utopia del merito al potere

di Gaetano Pedullà

Cominciamo col dire che non si uccide così nemmeno un cavallo. Il trascinarsi per tutta la giornata di ieri di affannose ricerche giornalistiche transoceaniche, e dei paralleli boatos sui social, ha mostrato al mondo la vitalità in Italia di un giornalismo d’inchiesta di cui – diciamolo con sincerità – persino noi stessi non c’eravamo accorti. Quello che è emerso finora è che il curriculum del professore Giuseppe Conte non è falso, ma apparentemente gonfiato su alcune esperienze didattiche all’estero. Esattamente però come sono state gonfiate molte delle critiche persino feroci circolate su internet, dove la partecipazione del professore – peraltro non meglio specificata – a corsi di aggiornamento in prestigiose università internazionali è stata confusa con lauree inesistenti o persino con l’assenza di laurea.

Un killeraggio mediatico di fronte al quale per la prima volta i Cinque Stelle hanno perso palesemente lo status di padroni della rete. Sia chiaro: Conte non ci ha fatto una bella figura e se emergeranno manipolazioni del curriculum più gravi non avrà altra scelta che fare un passo indietro, tirandosi fuori dalla partita per il Governo. Ma il metodo con cui gli è stato sparato contro fa dell’agibilità democratica nel nostro Paese un problema ben più grave di un curriculum fosse anche interamente inventato (e in questo caso non lo è).

Assolutamente inaccettabili, invece, le critiche per aver difeso da avvocato i familiari di un paziente che voleva curarsi con il metodo stamina. In uno Stato civile, quello alla difesa, fosse anche di un mafioso, è un diritto insindacabile. Poi diciamo una parola anche su di noi. Ieri La Notizia apriva il giornale sottolineando l’eccezionalità di un possibile premier emerso per i suoi meriti professionali. Quello che state leggendo, come sa bene chi ci segue ormai da sei anni, è un quotidiano d’inchiesta non partitico, che ha due stelle polari: l’impronta liberale e riformista. E la prima profondissima riforma che sosteniamo è la riscoperta del merito. Quasi un’utopia in un’Italia dove si fa carriera per appartenenze politiche e consorterie. Un’utopia che vorremmo – questa sì – al potere.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Olimpiadi, rischiamo la solita mangiatoia

Milano e Cortina si sono aggiudicati i Giochi del 2026, adesso vediamo se la nuova specialità olimpica diventerà il salto del Trojan. Nel progetto ufficiale è già messo in conto tanto di quel cemento da non lasciare dubbi sulla festa che hanno fatto ieri affaristi e faccendieri. Altro che il Carro di Carnevale della delegazione…

Continua

Sui migranti è tempo della fase 2

Una nave madre zeppa di migranti che scarica poco per volta il suo carico sui barchini diretti in porto a Lampedusa. La già corposa antologia delle furbate escogitate dai trafficanti di uomini si arricchisce di un nuovo capitolo, confermandoci che voler fermare da soli l’invasione è come pretendere di togliere l’acqua del mare con un…

Continua

Si sgonfiano i successi della Lega

Vatti a fidare dell’amico americano! Neanche il tempo di disfare la valigia con cui è tornato dagli States, che ecco arrivare a Matteo Salvini il ringraziamento di Trump: l’Italia è declassata nella lista dei Paesi che contrastano il traffico di esseri umani. Ma come: la grande battaglia della Lega vista dalla Casa Bianca è solo…

Continua

La musica stonata dell’Ocse

Non ne indovina una neanche per sbaglio, se dice qualcosa sull’Italia è solo per annunciare sventure, e non si ricorda la benché minima autocritica sull’austerità economica che ci canta su spartito del Fondo monetario e con la partecipazione di tutto il coro del rigore. Parliamo dell’Ocse, un’organizzazione con sede a Parigi e dalle cui fila…

Continua

I garantisti ostaggio dei complici

Adesso si aspetta pure le scuse Luca Lotti, il fedelissimo renziano che accusa persino il suo partito e quanti altri si illudevano sull’autonomia della magistratura. Registrato mentre confabulava con alcuni consiglieri del Csm per stabilire quali procuratori promuovere e quali trasferire, compreso quello destinato a Roma, determinante nel processo Consip in cui è imputato, Lotti…

Continua

Una cura per politica e toghe

Non facciamo le verginelle. Chi legge un giornale come La Notizia lo fa per essere informato senza quelle censure che la stampa mainstream si infligge da sola, senza dare a chi di dovere neppure il fastidio di nascondere la polvere sotto al tappeto. Dunque diciamolo chiaro: quello che sta emergendo sul Csm è uno di…

Continua

Alitalia fa autorete con Lotito

Se ha fatto bene alla Lazio, farà bene all’Alitalia, è la profezia dell’ex campione biancoceleste Luigi Martini, passato dallo scudetto del 1974 alla presidenza – anni dopo – dell’Enav, la società che gestisce il traffico aereo. Facili entusiasmi a parte, l’annuncio di un’offerta da parte di Claudio Lotito per rilevare l’Alitalia ha sparigliato la trattativa…

Continua

La partita di Conte sarà lunga

Il via libera degli euroburocrati alla procedura d’infrazione contro l’Italia per eccesso di debito è solo l’ultimo tecnicismo di un atto invece tutto politico, che può costarci molto e che il premier Conte adesso ha ampio mandato per trattare. Superate le asprezze della campagna elettorale, i leader di M5S e Lega hanno ritrovato il collante…

Continua

Attenzione ai veri barbari

L’hanno chiamata norma “Salva-Roma”, come se una città sopravvissuta per 2.700 anni a ogni flagello di Dio possa soccombere proprio adesso che a governarla ci stanno quei “barbari” dei 5 Stelle. Messo da parte lo slogan ad effetto, il sostegno finanziario approvato ieri in Parlamento darà una mano alla Capitale e a chi la frequenta,…

Continua

La fuga di Mediaset in Olanda pagata dagli italiani

L’operazione è giustificata da un riassetto societario delle tv in Italia e Spagna, ma il trasloco di Berlusconi in una nuova holding olandese svela almeno tre problemi rilevanti per il nostro Paese. Il primo è che il guaio della nostra economia non sono le delocalizzazioni nei mercati extracomunitari o negli Stati Ue di frontiera, dove…

Continua